Un anno di Coronavirus, per non dimenticare…

Un anno di Coronavirus, per non dimenticare…

Un anno di Coronavirus per non dimenticare. Sono stati mesi che hanno fatto la storia e che lasceranno un segno nella memoria. Uno di quei periodi che a distanza di anni e anni sarà ancora in grado di fare rumore.

Adesso riavvolgiamo il nastro, insieme.


Questione di pochi attimi, trascorsi troppo in fretta, per poi rendersi conto che il mondo stava cambiando. La rivoluzione potrebbe racchiudersi in una sola frase: “È ormai tardi per un abbraccio“.

Gennaio 2020

Si festeggia l’arrivo del nuovo anno all’insegna dell’ottimismo ma qualcosa sembra prendere una brutta piega. In Cina viene individuato un nuovo virus, l’epicentro è Wuhan e per la prima volta si sente parlare di “focolai”. Lo scenario assomiglia alla trama di un film di fantascienza: “tutto questo non può essere reale” e anche quando “è solo in Cina”. Spopolano i video di gente per strada o qualcuno riverso per terra addirittura. Tutti hanno le mascherine, ci sono le ambulanze in giro e gli operatori sanitari sono vestiti in un modo irriconoscibile, non si vede nemmeno il viso.

Quella mascherina mette così paura ma al contempo sembra qualcosa che non potrebbe mai sfiorare da vicino.

Iniziano a morire le prime persone, la gente rimane blindata nelle abitazioni e diventano virali i video del popolo che si incoraggia affacciato, ognuno dalla finestra di casa propria.

Ma tutto questo sembra ancora lontano dalla nostra realtà quando, invece, sono bastati pochi giorni affinché si diffondesse l’allarme anche in Italia. Il 23 gennaio il Ministero della Salute predispone l’aumento dei controlli attraverso l’attivazione degli scanner per il controllo della temperatura negli aeroporti.

Proprio nei giorni a seguire si verifica il primo assalto alle farmacie. Tutti cercano le mascherine per ripararsi dal Coronavirus, ci sono interminabili file per l’acquisto. Nonostante le allerte, tuttavia, pare che fino a quel momento i casi sospetti si siano rivelati infondati.

Ma la “sorpresa” è dietro l’angolo. Il 30 gennaio arriva la conferma ufficiale dei primi due casi di Coronavirus in Italia: a Roma due turisti cinesi vengono ricoverati allo Spallanzani. L’Oms diffonde lo stato di allerta dichiarando, prima di quella che sarà definita pandemia, lo stato di emergenza globale.

Anche in Sicilia cresce la preoccupazione per il primo caso sospetto: un turista cinese con febbre e raffreddore, ricoverato all’ospedale Cervello di Palermo. Ma anche questo viene poi considerato un falso allarme. Lo stesso assessore Razza tranquilla la popolazione, mentre gli aeroporti siciliani sono già pronti per l’emergenza.

Il 31 gennaio, in seguito all’accaduto, il Consiglio dei ministri dichiara lo stato di emergenza sanitaria per sei mesi in Italia.

Febbraio 2020

A inizio mese il mondo viene sconvolto dalla notizia della morte del medico cinese “che ha lanciato per primo l’allarme senza essere ascoltato”: Li Wenliang, di soli 34 anni. Muore anche il direttore del Wuchang Hospital di Wuhan, Liu Zhiming. A Tokyo si decide di cancellare la famosa maratona prevista per il mese successivo. Il Coronavirus prosegue la sua corsa facendo registrare il primo caso anche in Egitto e la prima vittima in Francia.

Tra gli episodi più salienti di febbraio, ricordiamo i cinque siciliani rimasti bloccati a bordo della nave Diamond Princess, tutti in quarantena al porto di Yokohama in Giappone, in seguito alla positività di alcuni passeggeri. Nel frattempo, a metà febbraio, i riflettori vengono puntati in particolare sul Nord Italia dove si registrano più casi. Tra le più colpite risulta la Lombardia, ma anche il Veneto dove nel comune di Vo Euganeo un uomo che frequenta un bar sembra essere il paziente zero.

Il 21 febbraio viene confermato il primo morto di Coronavirus in Italia. Si tratta di un uomo di 78 anni morto all’ospedale di Padova. Il 23 febbraio arriva la prima misura precauzionale anche per le scuole: la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina annuncia la sospensione di gite e visite didattiche sia in Italia che all’estero.

In tutto ciò, il panico tra la gente arriva a livelli esagerati generando molteplici assalti alle farmacie e ai supermercati. Qualcuno, peraltro, approfitta della tensione per vendere i dispositivi di protezione individuale a prezzi esorbitanti. Diverse le denunce. Sempre nei giorni di fine febbraio arriva la conferma del primo caso in Sicilia: positiva una turista di Bergamo in vacanza a Palermo.

Marzo 2020

In Italia si continuano ad adottare misure di prevenzione tra cui la chiusura di scuole e università, con il conseguente inizio della didattica a distanza. In Sicilia gli aeroporti incassano già il duro colpo della cancellazione dei voli, facendo i conti con l’inizio di quella che poi diventerà una delle più gravi crisi economiche.

“È tutto sotto controllo”, qualcuno dice. Sono bastati pochi attimi, invece, per precipitare nel burrone. Tutto si ferma, come quando improvvisamente manca la luce nelle abitazioni. È il 9 marzo del 2020. La TV viene accesa mentre il resto per la prima volta si spegne. Tutti vengono illuminati dalla luce dello schermo, dove va in onda una tra le più importanti dirette del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. La diretta che segna la storia, l’inizio di una fase travolgente come mai prima di quel momento. La diretta “dell’arrivederci alla normalità” qualcuno penserebbe e, in effetti, come dargli torto?

Conte annuncia il Decreto “Io resto a casa”, esteso su tutta la penisola, vietando qualsiasi tipo di uscita dalla propria abitazione se non per lavoro o situazioni di emergenza. Scatta l’esodo da Nord a Sud, le stazioni ferroviarie vengono prese di mira da fuorisede che vogliono tornare a casa prima dell’entrata in vigore delle nuove misure. Spopola l’uso dell’autocertificazione per spostarsi da un Comune all’altro. In questa occasione anche la Sicilia diventa zona protetta. Tante le attività penalizzate dalle restrizioni.

Dal 10 marzo non si può più uscire per incontrare l’amico di sempre, non si possono più abbracciare i nonni e gli affetti più cari, non si può andare a mangiare in giro il cibo preferito, non si può andare a un concerto o in discoteca a ballare, non si può praticare lo sport di sempre, non si possono festeggiare i traguardi sognati, non si può più salire su un aereo ma si può volare solo con la mente, con il potere dell’immaginazione, tanto forte da andare oltre il limite delle pareti di casa.

L’11 marzo l’Oms abbandona l’idea dell’emergenza globale passando all’affermazione di pandemia. L’Italia, come il resto del mondo, si prepara a vivere uno dei momenti più difficili dove, per evadere, in diverse occasioni la gente si organizza con dei flash mob, ognuno facendo la propria parte dal balcone di casa. Tra le immagini che impressionano maggiormente non si può dimenticare la “sfilata dei carri dellEsercito con dentro le bare dei morti per Coronavirus, a Bergamo. Mentre in Sicilia a richiamare l’attenzione è il caos che si è creato allo Stretto di Messina: le troppe macchine in fila e la rabbia del sindaco De Luca.

Nel frattempo, il virus colpisce anche personaggi importanti del mondo calcistico, politici come il premier britannico Boris Johnson e, sempre restando in Inghilterra, anche il principe Carlo. Il 24 marzo emergono nuove modifiche del Decreto con un aumento delle sanzioni e l’intervento dell’esercito nelle strade.

Aprile 2020

L’1 aprile Conte annuncia la proroga delle misure fino al 13 dello stesso mese quando, in un primo momento, sarebbero dovute terminare il 3 aprile. Ma giorno 10 arriva un nuovo colpo di scena, il presidente del Consiglio comunica un’ulteriore proroga spostando la data dal 13 aprile al 3 maggio. In accordo al Dpcm nazionale anche il presidente della Regione Musumeci firma il 14 aprile l’ordinanza con la proroga delle misure restrittive.

Nel frattempo nel mondo la situazione diventa sempre più critica: in Ecuador i corpi vengono bruciati per strada per via del collasso del sistema funebre. Nella nazione italiana, invece, il Coronavirus fa registrare le prime vittime anche nelle carceri.

Tanta paura anche nelle case di riposo dove il virus si diffonde con maggior facilità provocando l’esplosione di grossi focolai. Di fronte a tale critico scenario non mancano le discussioni, come quella provocata dalla Renault 4. Le persone a bordo viaggiamo indisturbate superando i confini, arrivando fino in Sicilia, mentre l’Italia rimane blindata.

Inoltre, a metà aprile, si discute sul fronte scuola in merito alle modalità di svolgimento degli esami di maturità. Si pensa anche alla ripartenza delle attività, con la dilagante idea del plexiglas come divisore da adottare nei luoghi di maggiore esposizione al virus. Dal punto di vista tecnologico, la maggiore novità è lapp “Immuni” per il tracciamento dei positivi.

In merito al lato economico, a fine aprile arriva il Decreto aprile a sostegno di coloro colpiti dalla crisi. Sempre a fine mese viene stato presentato lo schema della cosiddetta Fase 2 che prevede un leggero allentamento delle restrizioni e la ripartenza di alcune attività commerciali.

Maggio 2020

In occasione della Festa dei Lavoratori dell’1 maggio tanti sono i messaggi di speranza, compreso quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ribadisce: “Serve collaborazione“. Il 4 maggio inizia ufficialmente la Fase 2, momento in cui a detta dei vertici inizia “la convivenza con il Coronavirus“, e proprio sull’inizio del nuovo “capitolo” si esprime anche il presidente Nello Musumeci.

Poco dopo, con una nuova circolare, in Sicilia vengono consentiti l’asporto e le consegne a domicilio per bar e ristoranti nei festivi e fuori comune. Un accenno alla normalità, che molte persone hanno deciso di mettere in atto per esempio facendo le file ai Mc Drive, letteralmente presi d’assalto.

Per il 18 maggio, sempre in tema Fase 2, viene fissata la riapertura dei centri sociosanitari per disabili e anziani. Inoltre, mentre gli accessi all’Isola vengono vietati fino al 31 maggio, Musumeci chiede a Conte la riapertura dei negozi e dei saloni per andare incontro alle necessità dei commercianti.

Giugno 2020

Gli italiani non sono pronti all’arrivo di un’estate da trascorrere in maniera insolita. Il malcontento di molti viene palesato da subito: bagni al mare mantenendo il distanziamento, la mascherina sempre con sé e il controllo della temperatura prima dell’accesso in spiaggia.

In qualche modo tutti si adattano alla situazione. Inoltre, diversi sono gli aiuti economici derivanti dal Decreto Rilancio. Tra le maggiori misure spicca la “Tax Credit Vacanze” per favorire la ripartenza del turismo italiano.

Le novità maggiori di quel mese riguardano in particolar modo la scuola, con il rientro di 15mila insegnanti a scuola il 15 giugno, mentre il 17 giugno ci sono i primi orali degli esami di maturità rigorosamente di presenza con le dovute precauzioni.

Ma nonostante i tentativi di ripresa, a fine giugno l’Organizzazione mondiale della sanità si esprime sulla pandemia affermando che “il peggio deve ancora venire“.

Luglio 2020

Sulla scia delle decisioni prese in precedenza, l’Italia continua la convivenza con il Coronavirus. Nonostante i sussidi economici, diverse sono le lamentele di gestori in difficoltà (ricordiamo per esempio il caso di un B&B).

Un’altra questione molto seria affligge la Sicilia: i continui sbarchi. Una situazione che preoccupa tutti e che rappresenta un rischio per la salute dei cittadini. Ciò induce il presidente Musumeci a pubblicare un’ordinanza il 14 luglio.

Intanto, anche nel mondo il virus continua a colpire. Tra i volti noti a essere contagiata dal Covid anche la fidanzata di Donald Trump Jr, figlio dell’ex presidente americano. L’America è stata ed è ancora una tra le più colpite dalla pandemia.

Agosto 2020

Si diffonde la seconda ondata del Coronavirus, a inizio mese le più colpite risultano Francia e Spagna con oltre 4mila contagi al giorno. In vista di quanto accade e dopo la ripresa dei viaggi negli altri Paesi, tornano alcune misure: test molecolare/antigenico per chi arriva in Italia da Croazia, Grecia, Malta e Spagna. A ciò si aggiunge in Sicilia l’appello di Musumeci in merito alla risalita dei contagi.

Un momento cruciale è Ferragosto, senza balli sulle spiagge e falò. Tante le misure restrittive applicate per l’occasione, per scongiurare un boom di nuovi positivi. Sul fronte movida e migranti il governatore Musumeci il 9 agosto emana un’ordinanza che vieta gli eventi al chiuso e chiede ingressi contingentati nei locali.

Il 12 agosto, invece, lo stesso Musumeci firma un’ordinanza in merito agli spostamenti da e verso la Sicilia, con particolare attenzione verso i rientri da Spagna, Malta e Grecia. Coloro che tornano da tali località devono sottoporsi a una quarantena obbligatoria di 14 giorni e il test del tampone.

A fine agosto la situazione migranti in Sicilia si fa sempre più critica, al punto da spingere Musumeci a inviare una diffida alle Prefetture, chiedendo lo sgombero delle strutture di accoglienza per i migranti. In piena emergenza sanitaria gli hotspot si riducono al collasso.

Sempre a fine agosto arriva anche la notizia della positività dell’imprenditore Flavio Briatore.

Settembre 2020

Riflettori puntati sul fronte scuola, si decide per il rientro giorno 14 settembre ma “con la facoltà di posticipare a giorno 24” come suggerito da Musumeci. Il ritorno tra i banchi contribuisce ad accendere la paura dopo un periodo di relativa “quiete”. In Sicilia tornano ad aumentare i casi e l’assessore alla Salute Ruggero Razza avvisa del “periodo critico” in arrivo.

Una situazione generale di allerta che verrebbe confermata anche da un’analisi secondo cui era in diminuzione la percentuale dei guariti e alto il tasso di letalità. In Sicilia aumentano anche i ricoveri in Terapia Intensiva, piazzandola al secondo posto nella classifica delle Regioni più colpite.

Conte firma un nuovo Dpcm valido dal 7 al 30 settembre, contemplando l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto laddove le distanze non lo permettessero e la persistente chiusura delle discoteche.

In merito alla questione migranti, il Tar boccia l’ordinanza di agosto di Musumeci, che prevede la chiusura di hotspot e centri di accoglienza. A fine settembre, lo stesso governatore siciliano firma una nuova ordinanza in merito alle misure da adottare per prevenire un’impennata dei contagi in Sicilia. Tra le principali linee l’uso della mascherina, l’obbligo di tampone per i rientri dall’estero e i divieti di assembramento.

Nel frattempo il Coronavirus continua a colpire numerosi atleti della Serie A. Anche dal punto di vista psicologico si fanno sentire gli effetti della pandemia: dopo la diffusione della sindrome del prigioniero, a detta dell’esperto c’è un’impennata degli stati d’ansia.

Ottobre 2020

Dopo il Decreto del 13 ottobre con le strette per i locali e le cerimonie, Conte il 18 ottobre firma il nuovo Dpcm. Quest’ultimo prevede la chiusura anticipata per locali, bar, bingo e sale giochi. Inoltre, viene data una settimana per decidere come agire su piscine e palestre.

Tali misure vengono seguite da una nuova ordinanza di Musumeci per la Sicilia, in vigore dal 25 ottobre fino al 13 novembre. Con quest’ultima vengono sospese le lezioni in presenza per le scuole superiori, divieto di circolazione dalle 23 alle 5 di mattina, centri commerciali aperti anche la domenica ma fino alle 14, limitazioni all’attività di ristorazione.

La decisione del coprifuoco scatena tensioni un po’ in tutta l’Italia a fine ottobre. In diverse città le persone scendono in piazza a protestare.

Con un nuovo Dpcm valido dal 26 ottobre al 24 novembre in Italia vengono chiuse piscine e palestre, sale bingo e sale giochi, chiusura dei ristoranti alle 18 e il 75% di didattica a distanza.

Già a fine ottobre, inoltre, lo stesso premier accenna l’arrivo del vaccino contro il Coronavirus, previsto per dicembre.

Novembre 2020

Il mese inizia con un nuovo Dpcm. Conte annuncia la sera del 4 novembre la divisione della nazione in tre rispettive fasce di rischio: giallo, arancione (tra cui anche la Sicilia con le rispettive limitazioni) e rosso. Il Dpcm, valido dal 6 novembre fino al 3 dicembre, aveva introdotto il coprifuoco dalle 22 alle 5 come misura standard per tutta la penisola. Una decisione, quella della Sicilia in fascia arancione, che non viene tollerata dal governatore Musumeci.

Pochi giorni dopo, esattamente il 13 novembre, una nuova ordinanza permette il cambio di colore di alcune Regioni. Il tutto a firma del ministro della Salute Roberto Speranza.

In Sicilia, a causa dell’aumento dei contagi, con una nuova ordinanza del 19 novembre Musumeci chiude i negozi la domenica e nei festivi. Durante lo stesso periodo, il ministro Speranza firma una nuova ordinanza che rinnova le misure, cioè conferma i colori, per la Sicilia e altre cinque Regioni fino al 3 dicembre.

Il 27 novembre il ministro Speranza firma due nuove ordinanze. La prima entrata in vigore dal 29 novembre, che permette il passaggio della Sicilia da zona arancione a gialla. La seconda invece rinnova il provvedimento del 13 novembre per le Regioni rimaste in zona rossa e arancione.

Tanta la soddisfazione di Musumeci per il passaggio dell’isola dal colore arancione al giallo. Tuttavia lo stesso governatore avverte: “Non è un liberi tutti“.

A fine novembre aumentano anche le novità in merito all’arrivo del vaccino contro il Coronavirus. Il ministro Speranza a tal proposito afferma: “Sarà una campagna senza precedenti“.

Dicembre 2020

È lo stesso ministro Speranza che a inizio mese torna a puntare l’attenzione sull’arrivo del vaccino, che prevede due dosi per persona.

In merito all’arrivo delle nuove misure, Conte il 18 dicembre rende noto il Decreto Legge di Natale. Quest’ultimo prevede un alternarsi di zona rossa, arancione e gialla per tutta Italia. In tale occasione vengono definite delle apposite regole per chi rientra dall’estero.

Specie durante le feste, il rischio di possibili esodi verso il Sud preoccupa anche il presidente Musumeci. Quest’ultimo, a tal proposito, il 10 dicembre firma un’ordinanza che aumenta i controlli e le restrizioni. Per chi rientra nell’Isola è prevista la registrazione sul portale e il tampone, o l’obbligo di isolamento fiduciario.

Mentre l’Italia si prepara all’arrivo del vaccino Pfizer, il cui inizio delle somministrazioni avviene domenica 27 dicembre (il cosiddetto “vaccine day“), qualcosa non sembra rassicurare. Spopola una nuova variante del Coronavirus, di origine britannica e in grado di mutare più velocemente.

Ciò porta anche allo stop dei voli dal Regno Unito tramite un’ordinanza firmata il 20 dicembre dal ministro Roberto Speranza. Tuttavia pare che la variante sia già arrivata e viene rilevata in una donna italiana.

Dopo la variante inglese, peraltro, sarebbe stata scoperta un’altra variante ancora più potente: quella proveniente da Sudafrica. Quest’ultima sarebbe più contagiosa di tutte le altre.

Dunque il vaccino sembra confortare ma non è ancora detta l’ultima. Bisogna capire l’impatto che le varianti avranno, specie quella britannica di cui peraltro si è scoperto che circolava in Germania già da novembre. Novità su novità: c’è anche la variante italiana. Il 28 dicembre si è diffonde tale scoperta. Pare si tratti di una variante molto simile a quella inglese e che addirittura sarebbe in circolazione in Italia già dallo scorso agosto. Ma in entrambi casi, sebbene persistano incertezze, pare sia stato scongiurato il pericolo che le due varianti possano mettere in discussione l’efficacia degli attuali vaccini, che dovrebbero avere durata annuale.

Intanto è grande l’emozione in Italia e in Sicilia per l’inizio delle vaccinazioni giorno 27 dicembre. Ma non si tratta solo di “positive vibes”, c’è anche chi sviluppa un sentimento di odio sebbene non persistano ragioni di fondo per giustificare tali atteggiamenti. Un caso che suscita scalpore nella popolazione italiana fa riferimento all’infermiera dell’ospedale Spallanzani di Roma, Claudia Alivernini. Quest’ultima viene insultata sui social dopo essersi sottoposta al vaccino. La giovane vittima sarebbe costretta a chiudere l’account e a rivolgersi alla polizia postale.

Tra le ultime novità, guardando al 2021, rientra anche l’intervento di Conte a “Porta a Porta” come ospite di Bruno Vespa. A gennaio si punterebbe sul rientro in classe per il 50% degli studenti ma non sarebbe da escludere un ipotetico lockdown in caso di aumento dei contagi. Si teme la terza ondata subito dopo le feste. Infatti pare che dopo il 15 gennaio, data di scadenza del Dpcm in vigore attualmente, non ci siano grandi speranze di ripresa per palestre, piscine, cinema e teatri. Ci si aspetta un colpo basso anche per i negozi: in Sicilia si starebbe pensando di posticipare l’inizio dei saldi, previsto per il 2 gennaio, a causa della zona rossa.

Tra Covid e tecnologia: l’ultima idea, lanciata dal World Economic Forum insieme alla Fondazione Commons Project, vede al centro dell’attenzione la diffusione di un patentino per chi si vaccinerà. Ancora sono tante le considerazioni da fare in merito, ma se così fosse ci sarebbe un “passaporto digitale” che attesti l’avvenuta vaccinazione e/o tampone. Una soluzione che garantirebbe sicurezza nell’ambito dei trasporti, agevolando specie le compagnie aeree.

Nel frattempo, restando nel territorio italiano, il 30 dicembre il presidente del Consiglio conclude la sua ultima conferenza per l’anno 2020, la fine di una lunga serie durante questi mesi. Tra gli argomenti centrali il Recovery Plan e il vaccino. In Gran Bretagna invece, sempre lo stesso giorno, viene approvato anche il vaccino Oxford/AstraZeneca grazie all’ok da parte dell’agenzia regolatrice britannica.

Il 31 dicembre continua la distribuzione del vaccino. In Sicilia, dopo Palermo anche Catania può ricevere le prime dosi. Nella mattina della vigilia di Capodanno avviene la distribuzione negli ospedali catanesi, sotto il controllo delle forze dell’ordine.

Mentre il resto del mondo prosegue la sua battaglia contro il Covid, la Cina che a occhi di molti sembra fuori pericolo torna ad avere paura del “nemico invisibile”. A Pechino ci sono dieci aree in lockdown a causa della risalita dei contagi.

Lockdown ormai familiare agli italiani che iniziano una nuova fase in zona rossa, dal 31 dicembre fino al 3 gennaio. Un Capodanno insolito, dove tutti si ritrovano blindati nelle proprie case a brindare a distanza con gli affetti più cari o, in molti casi, limitandosi a rivolgere un pensiero a chi non ce l’ha fatta. Tavole imbandite e tavole che invece rimangono al buio, con qualche posto a sedere vuoto. Stavolta, per qualcuno, il tradizionale cenone e il pranzo di inizio anno hanno un sapore diverso, amaro.

Fine del riepilogo

Siamo giunti alla fine del “capitolo” che, in realtà, non sembra avere una conclusione per il momento. Ognuno in questo Capodanno si sveglierà con una consapevolezza, quella di andare avanti alla ricerca della famosa “luce in fondo al tunnel” di cui tante volte si parla. Dopotutto là fuori c’è chi sorride ancora, anche se sotto una mascherina non si nota.

Fonte foto: Pixabay.com