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11.12.2025

Il Presepe vivente di Custonaci visitabile tutto l’anno grazie alla realtà virtuale

di Redazione
Il Presepe vivente di Custonaci visitabile tutto l’anno grazie alla realtà virtuale
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PALERMO – Il celebre Presepe vivente di Custonaci, nel Trapanese, potrà essere visitato tutto l’anno grazie alla realtà virtuale. Una nuova convenzione tra l’associazione culturale Museo Vivente e il Parco archeologico di Segesta permetterà infatti di offrire ai visitatori un’esperienza immersiva in 3D, con visori e apparati multimediali che ricostruiscono le tradizionali scene di vita del XIX secolo: artigiani al lavoro, massaie impegnate nelle attività domestiche, pastori, locandieri e figuranti ricreati digitalmente.

Le date delle visite “dal vivo” del Presepe di Custonaci

Chi preferisce vivere il Presepe nella sua versione tradizionale, con i figuranti in presenza e il percorso all’interno della suggestiva Grotta Mangiapane, potrà farlo dal 25 al 28 dicembre 2025 e dal 3 al 6 gennaio 2026. Il percorso offrirà le tipiche scene di vita rurale, gli antichi mestieri e momenti dedicati alle degustazioni, per un’esperienza natalizia unica in Sicilia. Lo slogan dell’edizione 2025-2026 è: “Custonaci: il Presepe di Sicilia”.

Scarpinato: “Un’offerta culturale ampliata grazie ai Fondi Fesr”

“Grazie a un finanziamento con fondi Fesr 2017-2021 – spiega l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – e alla collaborazione tra enti pubblici e privati del terzo settore, abbiamo ampliato l’offerta culturale del territorio. Ciò garantirà una ricaduta economica anche per il Parco, grazie al biglietto di visita che costerà tra i 3 e i 5 euro”.

Un patrimonio immateriale e archeologico da tutelare

Il Presepe di Custonaci è riconosciuto come patrimonio immateriale siciliano per la cura e la conservazione delle antiche abitazioni in pietra che abbracciano l’ingresso della grotta.

“Oltre al valore etnoantropologico, che consente di riscoprire gli antichi mestieri attraverso strumenti originali dell’epoca – sottolinea Luigi Biondo, direttore del Parco archeologico di Segesta – è fondamentale evidenziare anche l’interesse archeologico del sistema di grotte, che conserva preziosi graffiti incisi su pareti e volte”.

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