Cerca nel sito

31.05.2026

La Villa D’Ayala e la Catania dimenticata

di Redazione | 2 min di lettura
La Villa D’Ayala e la Catania dimenticata

Nel corso degli anni, Catania, pur essendo una città ricchissima di edifici storici, non è mai rimasta immutata. Molti sono gli stili che si sovrappongono, come il Classico ed il Barocco, oppure il Liberty, ma, la verità è che questi sono “solo” il riflesso del cambiamento nella Società Catanese. La Villa D’Ayala è solo una delle tante residenze della estinta Nobiltà Catanese ad essere stata distrutta per modernizzare l’aspetto del Capoluogo Etneo e, in particolare, del suo rinomato “Salotto Buono”, corso Italia. Questa immensa Casa Nobiliare, fu progettata per il conte Francesco Saverio D’Ayala, e costruita dall’arch. Paolo Lanzerotti unendo lo stile Classico e lo stile Liberty. Fu inaugurata il 13 giugno 1914 e sorgeva sul quadrante sud-ovest dell’incrocio tra viale Libertà e corso Italia. I conti D’Ayala, di antica origine Spagnola, conducevano lì una vita piena di lussi, ospitando balli mondani nella grande ed elegante Hall. Però, Quello che nacque come una grandioso debutto e successo, si tramutò in tragedia per la Famiglia D’Ayala: la più piccola dei figli dei conti, a causa della disattenzione di una tata, dopo essere salita all’ultimo piano dello scalone interno, sporgendosi troppo, cadde, morendo sul colpo. Il dolore, allora, spinse il conte e la contessa D’Ayala a vendere la villa, che, dapprima acquistata dal barone Fisauli, passò di lì a poco ad i fratelli Pappalardo, appartenenti a una famiglia dell’alta borghesia. I nuovi proprietari, negli anni ’20, le cambiarono il nome in villa Excelsior, e, la destinarono a “caffè-ristorante-dancing”, ridando vita al palazzo. Agli inizi degli anni ’30 il pian terreno venne venduto al RACI (reale automobile club d’Italia), grazie all’interesse generale per le automobili dell’epoca. Ma, con l’avvento di una radicata architettura e cultura fascista, lo stile Liberty e la vera e propria essenza della villa rimasero cristallizzati in un tempo passato. Durante la guerra fu requisita dai Tedeschi e dagli Inglesi, per poi, al termine del conflitto, essere passata dall’Aeroclub al club calcio Catania. Infine, nel 1958, dopo essere stata dimenticata, venne demolita e, sulle sue macerie, fu costruito l’edificio dell’agenzia n.1 della Banca Commerciale Italiana, in quella che era l’alba della nuova Catania ed il tramonto di quella antica.

Francesco Panebianco 3^M – Liceo Scientifico Galileo Galilei – Catania (CT)

VOTA L'ARTICOLO DA 1 A 5 STELLE:

Clicca su una stella per votare!

Voto medio 0 / 5. Conteggio dei voti: 0

Finora nessun voto! Sii il primo a votare questo articolo.

18:48