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Impianti di imballaggio: come ridurre i costi con una linea efficiente

di Redazione | 3 min di lettura
Impianti di imballaggio: come ridurre i costi con una linea efficiente
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Su una linea che chiude qualche centinaio di bancali al giorno, il film consumato in eccesso e i fermi dell’avvolgitore diventano una spesa fissa che nessuno mette a preventivo. Il fine linea si trova in coda al processo e per questo riceve poca attenzione in fase di progetto, quando invece è uno dei punti dove il costo per pallet si può abbassare davvero. Un impianto regolato male allunga i tempi a monte, spreca materiale e lascia uscire carichi che si danneggiano in viaggio: tre problemi che sembrano scollegati solo in apparenza e nascono dallo stesso tratto d’impianto.

I segnali di un impianto di fine linea inefficiente

Il primo indizio è quasi sempre il ritmo. Se la linea a monte deve fermarsi ad aspettare che l’avvolgitore chiuda il giro, o se davanti alla fasciapallet si accumula una coda di bancali, il problema raramente è la velocità della singola macchina. È che le sue portate non sono in linea con quelle del resto dell’impianto.

Poi ci sono gli interventi manuali. L’operatore che risistema a mano il film applicato male, che raddrizza colli scivolati, che rilancia il ciclo dopo l’ennesimo blocco, sta tappando un limite della macchina con il proprio tempo. Lavoro che non rientra in nessun preventivo d’acquisto e pesa a ogni turno.

C’è anche l’incostanza. Quando il risultato non è ripetibile, di solito il problema è di impostazione, non di sfortuna. Un occhio va tenuto pure sugli scarti di materiale – film che si strappa, rotoli cambiati più spesso del previsto, reggette che saltano – perché sono spie di tarature sbagliate o di componenti non adatti a quel tipo di carico.

Sprechi che incidono sul costo per pallet

Il film estensibile è la voce che si vede per prima. Molte linee lo applicano senza sfruttare il prestiro, cioè la capacità di allungare il film prima di avvolgerlo intorno al bancale. Senza quella funzione, o con una regolazione lasciata al valore di fabbrica, si consuma parecchio materiale in più per ottenere la stessa tenuta.

Non dimentichiamoci mai del tempo, meno visibile e altrettanto caro. Ogni fermo, ogni cambio rotolo non programmato, ogni ciclo ripetuto perché il primo non ha tenuto è capacità produttiva persa. Presi singolarmente sono minuti; sommati sul mese diventano ore di linea ferma. Anche energia e manodopera rientrano nel conto in modo meno appariscente: una linea che richiede un addetto fisso, o che gira a vuoto tra un ciclo e l’altro, ha un costo di esercizio che torna ogni mese in busta paga e in bolletta.

Il capitolo più sottovalutato resta il carico danneggiato. Un bancale che parte instabile, con la merce spostata o schiacciata, genera un reso, una contestazione, a volte la sostituzione dell’intera fornitura. E il conto non è solo la merce persa: è il tempo speso a gestire il reclamo e il rapporto che si incrina con il cliente.

Stabilità del carico e sicurezza in transito

Contano lo schema di avvolgimento, i giri in più sugli spigoli, il telo di copertura quando il prodotto teme polvere o umidità.

Gli standard sulla stabilità dell’unità di carico esistono per questo, e chi spedisce ha ogni interesse a rispettarli. Un carico che si ribalta o perde colli lungo la strada diventa una responsabilità con risvolti anche legali.

Progettare la linea sulle esigenze del prodotto

La macchina presa a catalogo risolve il caso medio. Solo che quasi nessuno spedisce il caso medio: c’è chi movimenta bancali leggeri e alti, chi carichi pesanti e bassi, chi prodotti fragili che non sopportano pressione, chi ha ritmi che una soluzione standard non regge a lungo.

Progettare su misura dà la possibilità di partire dai numeri reali dello stabilimento: quante unità all’ora, che tipo di collo, quanto spazio a terra, dove si formano oggi i colli di bottiglia. Da lì si sceglie tutto il resto. È una valutazione che si fa sul posto, sui dati di produzione.

Per chi vuole capire come si imposta un lavoro del genere è utile vedere cosa comporta una linea di imballaggio progettata su misura: è nel progetto, non nella singola macchina, che efficienza, risparmio di materiale e sicurezza del carico diventano la stessa cosa, e non obiettivi separati da far coincidere.

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