Emerse all'interno del domicilio dell'uomo, seppur a carico del padre, anche armi e munizioni regolarmente denunciate
Durante la giornata del 16 settembre scorso, all’interno del comune agrigentino di Palma di Montechiaro, la Polizia di Stato ha arrestato un uomo con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Avvenuta, inoltre, anche la sospensione della patente di guida, ai sensi dell’articolo 187 del codice della strada.
Nello specifico ad intervenire sono stati gli agenti del commissariato di Palma di Montechiaro, impegnati in un servizio di polizia giudiziaria finalizzato alla prevenzione al contrasto del fenomeno dello spaccio. A tal proposito, infatti, è stato fermato un uomo la cui vettura è risultata contenere 89,4 grammi di marijuana. La ricerca è quindi proseguita anche all’interno del domicilio dell’uomo, dove è stato trovato un bilancino di precisione nascosto all’interno di un vaso in ceramica.
Ad emergere poi, all’interno della stessa abitazione, anche delle armi e delle munizioni regolarmente denunciate e per questo ritirate, insieme anche ai titoli autorizzativi per la detenzione. Il ritiro, eseguito a carico del padre dell’uomo, è stato effettuato ai sensi dell’articolo 39 del T.U.L.P.S.
Ultimate, quindi, le formalità di rito gli agenti hanno sottoposto l’indagato al regime degli arresti domiciliari, ponendo poi sotto sequestro sia la sostanza stupefacente rinvenuta che il bilancino di precisione.
Diversa, invece, la questione per l’uomo che si trovava in macchina insieme al soggetto arrestato, trovato in possesso di 0,4 grammi di hashish. In tal caso infatti si è proceduto con la contestazione della violazione amministrativa e il sequestro dello stupefacente, ai sensi dell’articolo 75 DPR n. 309/1990.
È doveroso rilevare che l’indagato sottoposto al regime degli arresti domiciliari è solamente indiziato del delitto contestato, la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.