Secondo la Dda di Catania, il gruppo avrebbe gestito un canale di rifornimento di cocaina, hashish e marijuana destinato alle piazze di spaccio del Calatino e di Gela.
Un presunto canale stabile di approvvigionamento di droga dalla Calabria alla Sicilia, con cocaina, hashish e marijuana destinati ad alimentare le piazze di spaccio del Calatino e dell’area di Gela. È il quadro ricostruito dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania nell’ambito dell’inchiesta che all’alba ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari in carcere.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Palagonia, con il supporto dei Comandi provinciali di Catania e Reggio Calabria e degli Squadroni Eliportati Cacciatori di Sicilia e Calabria. L’ordinanza è stata emessa dal Gip del Tribunale di Catania su richiesta della Dda.
I sei destinatari della misura sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, traffico illecito di droga ed estorsione. Contestualmente, per altri 19 indagati la Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per detenzione e traffico di stupefacenti.
Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e, nel rispetto della presunzione di innocenza, le responsabilità potranno essere accertate soltanto con sentenza definitiva.
Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe organizzato un sistema di rifornimento dalla Calabria verso la Sicilia, con carichi destinati in particolare ai territori di Palagonia, Ramacca, Scordia, Caltagirone e Gela.
La droga sarebbe stata ceduta all’ingrosso a pusher e gruppi criminali attivi nelle diverse piazze di spaccio. L’obiettivo, secondo gli inquirenti, era consolidare il controllo del commercio illecito nelle aree interessate e garantire un flusso costante di stupefacente.
Tra gli indagati figura anche un 49enne di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, indicato dagli investigatori come presunto fornitore stabile di ingenti quantitativi di cocaina. L’uomo, secondo quanto ricostruito, sarebbe imparentato con esponenti della cosca Pesce e ritenuto vicino alla ’ndrina Bellocco.
Le indagini, coordinate dalla Dda e condotte dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Palagonia tra il 2023 e il 2024, hanno permesso di ricostruire ruoli, compiti e modalità operative del presunto sodalizio.
Lo stupefacente sarebbe stato trasportato dalla Calabria alla Sicilia a bordo di camion e autovetture modificate, dotate di vani occulti utilizzati per nascondere i carichi durante il viaggio. Un sistema studiato per eludere i controlli lungo le tratte di collegamento tra le due regioni.
L’attività investigativa si è basata su accertamenti tecnici e dinamici, consentendo ai militari di delineare la struttura dell’organizzazione, i canali di approvvigionamento e la rete di distribuzione.
Nel corso dell’inchiesta i carabinieri hanno documentato anche episodi estorsivi. Secondo l’accusa, alcuni componenti del gruppo avrebbero usato minacce e violenze per recuperare i crediti maturati dalla vendita di stupefacenti.
Il recupero dei debiti di droga sarebbe stato parte integrante del sistema criminale, utile a garantire il controllo economico delle forniture e a imporre il rispetto degli accordi agli acquirenti morosi.
Per gli investigatori, l’organizzazione non si sarebbe limitata alla distribuzione di droga, ma avrebbe gestito anche la fase successiva, legata alla riscossione e alla tutela dei proventi illeciti.
Durante le operazioni investigative, i carabinieri hanno arrestato in flagranza 11 persone e sequestrato quasi 2 chili di cocaina, 21 chili di marijuana, oltre 2 chili di hashish e una pistola con matricola abrasa.
In parallelo all’esecuzione delle misure cautelari personali, sono stati disposti anche sequestri preventivi di beni per un valore stimato di circa 163 mila euro.
Si tratta, secondo gli inquirenti, di un ulteriore colpo alla capacità economica del gruppo e alla presunta rete di traffico che avrebbe collegato la Calabria alle piazze di spaccio siciliane.
Le misure cautelari in carcere hanno riguardato Antonino Apa, 49 anni, residente a Rosarno, indicato come presunto fornitore stabile di ingenti quantitativi di cocaina e referente dei collegamenti con la Calabria.
In carcere anche Filippo Brancato, 57 anni, residente a Palagonia, ritenuto promotore e organizzatore del sodalizio, e Salvatore Brancato, 36 anni, anche lui di Palagonia, indicato come co-promotore dell’associazione e presunto responsabile della gestione economica e del recupero dei crediti legati alla droga.
La misura ha riguardato inoltre Angelo Criscione, 28 anni, residente a Caltagirone, considerato coinvolto nelle attività di spaccio e negli episodi estorsivi; Francesco Antonio Gulizia, 45 anni, residente a Palagonia, che secondo gli inquirenti avrebbe custodito e consegnato lo stupefacente agli acquirenti; e Giuseppe Pillirone, 41 anni, residente a Palagonia, ritenuto addetto al trasporto della droga dalla Calabria e alla riscossione dei crediti per conto del gruppo.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il presunto sodalizio avrebbe fatto affidamento su forniture calabresi per alimentare il mercato della droga in diverse aree della Sicilia orientale e centrale.
Le indagini proseguono per completare il quadro delle responsabilità e verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti nel traffico di droga tra la Calabria, il Calatino e l’area di Gela.