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18.08.2026

Furto al museo di Messina, riapre l’Accascina: teli neri al posto delle opere di Antonello da Messina

di Redazione | 5 min di lettura

Una prima svolta è arrivata in serata, quando polizia e carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale hanno individuato un furgone che potrebbe essere stato utilizzato dalla banda per allontanarsi dal museo

Furto al museo di Messina, riapre l’Accascina: teli neri al posto delle opere di Antonello da Messina
Indice

Proseguono a ritmo serrato le indagini sul furto di quattro opere di Antonello da Messina dal museo regionale Accascina di Messina. Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione sul personale in servizio e sulle modalità con cui i ladri sarebbero riusciti ad aggirare i sistemi di sicurezza e a portare via le preziose tavole in pochi minuti.

Le opere sottratte comprendono tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio e una tavola bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà, prelevata da una teca blindata.

Trovato un furgone: verifiche sul mezzo

Una prima svolta è arrivata in serata, quando polizia e carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale hanno individuato un furgone che potrebbe essere stato utilizzato dalla banda per allontanarsi dal museo.

Gli investigatori mantengono però la massima cautela: sono ancora in corso gli accertamenti per stabilire se il mezzo sia effettivamente quello utilizzato durante il colpo e se sia stato successivamente abbandonato nella zona, priva di telecamere. I ladri potrebbero poi essersi allontanati a bordo di un secondo veicolo.

Si cerca un possibile basista

Gli inquirenti stanno inoltre cercando di individuare un eventuale basista, qualcuno che potrebbe aver fornito informazioni utili alla banda sulle caratteristiche del museo e sui sistemi di sicurezza.

Sono stati ascoltati i custodi presenti durante la sera di Ferragosto e gli investigatori stanno approfondendo anche la questione relativa al disinserimento dell’allarme avvenuto dopo il furto.

Tra gli elementi al vaglio c’è anche l’attività svolta dai custodi incaricati di controllare i monitor delle telecamere.

Il furto durante la processione della Vara

La banda avrebbe approfittato della processione della Vara, uno degli appuntamenti più partecipati di Messina, che richiama ogni anno migliaia di persone e vede un importante impiego delle Forze dell’Ordine.

Secondo la ricostruzione finora emersa, almeno quattro persone avrebbero partecipato al colpo: due sarebbero entrate nel museo mentre altre due avrebbero atteso all’esterno.

I componenti della banda avrebbero indossato caschi integrali da motociclista e magliette nere.

Due tavole ritrovate su un muretto

Durante la fuga, i ladri avrebbero abbandonato due delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio che avevano prelevato.

I dipinti sono stati notati da una famiglia, che ha immediatamente allertato il 112 intorno alle 21.

Un elemento che gli investigatori stanno cercando di chiarire riguarda proprio i tempi di attivazione dell’allarme: secondo la ricostruzione, il sistema sarebbe scattato soltanto dopo la segnalazione della famiglia, nonostante nel museo fossero presenti i custodi del turno 19.30-7.30.

Telecamere e celle telefoniche sotto esame

Gli investigatori stanno visionando le immagini delle telecamere presenti all’interno e nei dintorni del museo, oltre a quelle lungo le principali vie di fuga.

Saranno analizzati anche i filmati dei giorni precedenti al furto, alla ricerca di eventuali sopralluoghi o presenze sospette.

Al vaglio degli inquirenti ci sono inoltre i dati delle celle telefoniche, per verificare la presenza, nelle ore precedenti e durante il colpo, di dispositivi che normalmente non risultano agganciati alle celle della zona.

Non viene esclusa neppure l’ipotesi che la banda possa essere arrivata da fuori Sicilia o dall’estero, considerata la specializzazione necessaria per portare a termine un furto di questo tipo.

Un furto forse su commissione

Piazzare sul mercato opere di tale valore e rilevanza artistica sarebbe estremamente difficile. Per questo gli investigatori non escludono che possa essersi trattato di un furto su commissione o di un’azione organizzata secondo un piano particolarmente preciso.

La Procura di Messina, diretta da Antonio D’Amato, ha aperto un’inchiesta per furto pluriaggravato di opere d’arte, al momento a carico di ignoti.

La direzione del museo ha intanto ribadito che i sistemi di allarme e videosorveglianza erano perfettamente funzionanti. Sarà ora compito degli investigatori ricostruire nel dettaglio cosa sia accaduto quella sera e come i ladri siano riusciti a entrare, sottrarre le opere e allontanarsi senza essere immediatamente intercettati.

Museo nuovamente aperto al pubblico

Nonostante i recenti avvenimento, il museo regionale Accascina è oggi regolarmente aperto. Sono presenti al momento una ventina di visitatori.

Un telo nero copre la base appoggiata a una parete di legno dov’erano sistemate le tavole del Polittico di Antonello da Messina, rubate a Ferragosto.

Dopo il colpo di Ferragosto il museo regionale torna ad accogliere i visitatori. Rubate tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte, mentre altre due opere sono state recuperate all’esterno della recinzione

Teli neri al posto delle opere di Antonello da Messina

Un telo nero copre la base appoggiata alla parete di legno sulla quale erano sistemate le preziose tavole di Antonello da Messina rubate a Ferragosto. È l’immagine che accoglie i visitatori del museo regionale Accascina di Messina, riaperto questa mattina al pubblico dopo il clamoroso furto.

Nelle prime ore dalla riapertura sono entrati circa trenta visitatori, che hanno trovato gli spazi lasciati vuoti dalle opere trafugate coperti da drappi neri.

Il Polittico di San Gregorio mutilato dal furto

Nel mirino dei ladri è finito il Polittico di San Gregorio, detto anche del Rosario, capolavoro di Antonello da Messina.

Delle cinque tavole conservate, tre sono state rubate, mentre altre due sono state ritrovate all’esterno della recinzione del museo.

L’opera era stata commissionata ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia, ed era originariamente composta da sei tavole.

La Madonna del Rosario al centro dell’opera

Al centro del Polittico si trovava la Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, conosciuta anche come Madonna del Rosario per il simbolo iconografico del Rosario raffigurato sul gradino.

Ai lati erano rappresentati San Gregorio e San Benedetto, mentre nel registro superiore trovavano posto l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata.

La tavola centrale della cimasa, che probabilmente raffigurava Cristo morto sorretto dagli Angeli, era invece già andata perduta.

Un telo nero anche per la tavoletta bifronte rubata

Un altro drappo nero è stato collocato nella colonna dove era esposta la tavoletta bifronte, anch’essa trafugata durante il furto.

L’opera raffigura su un lato la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione e, sul retro, Cristo in Pietà.

La riapertura del museo restituisce così al pubblico le sale dell’Accascina, ma con i vuoti lasciati dal furto ben visibili e simbolicamente coperti da teli neri, mentre proseguono le attività per recuperare le preziose opere sottratte.


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