La casa delle sorelle del boss era " una vera e propria centrale operativa all'interno della quale, una volta ricevute le lettere del latitante, le sorelle si coordinavano per eseguirne le direttive".
Un inganno meticoloso, specie se si considera che il truffatore aveva anche declinato le generalità del coniuge della vittima, rendendo credibile il pretesto da lui introdotto
Le accuse sono di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, fuga pericolosa, guida reiterata senza patente e false dichiarazioni sull’identità personale