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29.09.2026

Costaiblea Film Festival 2026, doppio premio per la Fiction: trionfano “Idiosincrasia” e “I’m No One”

di Redazione | 5 min di lettura

Due opere profondamente diverse per linguaggio, costruzione e approccio al cinema, ma accomunate dalla capacità di raccontare il presente attraverso prospettive originali

Costaiblea Film Festival 2026, doppio premio per la Fiction: trionfano “Idiosincrasia” e “I’m No One”
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Due opere profondamente diverse per linguaggio, costruzione e approccio al cinema, ma accomunate dalla capacità di raccontare il presente attraverso prospettive originali. Al Costaiblea Film Festival 2026, nella sezione dedicata ai giovani autori siciliani under 30, il riconoscimento per il Miglior Cortometraggio Fiction è stato assegnato ex aequo a Idiosincrasia di Marco Diego Zizzo e I’m No One di Seby Costantino.

Da una parte un lavoro drammatico e psicologico che affida a silenzi, distanze e gesti il racconto dell’incomunicabilità e del pregiudizio; dall’altra un cortometraggio realizzato attraverso strumenti di intelligenza artificiale generativa, che parte dalla malattia e dalle paure dell’uomo per spingersi verso scenari fantascientifici.

Due modi quasi opposti di concepire il mezzo cinematografico che hanno conquistato, a pari merito, il riconoscimento nella sezione Fiction.

“Idiosincrasia”, il silenzio diventa linguaggio cinematografico

Ambientato a Catania e realizzato nel 2026, Idiosincrasia è un cortometraggio drammatico-psicologico con una forte componente sperimentale. Al centro della storia ci sono due persone che condividono lo stesso spazio senza riuscire realmente a incontrarsi.

Solitudine, incomunicabilità, razzismo e pregiudizio emergono senza essere trasformati in dichiarazioni esplicite. Sono piuttosto le distanze tra i protagonisti, i gesti, gli incontri mancati e soprattutto ciò che rimane non detto a dare forma alla narrazione.

La Giuria del Costaiblea, presieduta da Amalia Spadola, ha evidenziato la “rara precisione formale” del lavoro e la capacità di utilizzare il silenzio e la distanza come veri strumenti narrativi. Il corto evita infatti un’impostazione didascalica, lasciando che siano le tensioni quotidiane e la relazione tra i personaggi a costruirne progressivamente il significato.

A essere riconosciuti sono stati anche la maturità dello sguardo, il registro essenziale e la consapevolezza espressiva di un’opera considerata compiuta e personale.

Un progetto indipendente firmato quasi interamente da Marco Diego Zizzo

Anche dal punto di vista produttivo, Idiosincrasia presenta una caratteristica particolare: il progetto è stato interamente autoprodotto da Marco Diego Zizzo, che ha mantenuto un controllo creativo molto ampio sulla realizzazione.

Zizzo ha infatti seguito personalmente quasi tutti i principali reparti del cortometraggio, occupandosi di regia, soggetto, sceneggiatura, fotografia, montaggio e distribuzione.

La durata esatta dell’opera è di 8 minuti e 22 secondi, mentre il formato di proiezione è digitale DCP a colori. Sul piano estetico, il corto mette insieme fiction drammatico-psicologica, elementi del cinema sperimentale e linguaggi vicini alla videoarte.

Una delle collaborazioni tecniche esterne di maggiore rilievo riguarda invece il comparto audio: il Sound Design è firmato da Francesco Gamiddo. Un elemento particolarmente significativo in un’opera nella quale i dialoghi espliciti lasciano ampio spazio all’atmosfera, ai gesti e ai silenzi.

Il percorso di “Idiosincrasia” nei festival

Completato all’inizio del 2026, il cortometraggio ha intrapreso un percorso all’interno di diversi festival nazionali e internazionali.

Tra le tappe indicate figurano il Lift-Off Film Festival, l’International Buddhist Film Festival, il Cinema de la Plage, l’UPward International Student Film Festival, l’Oltre Film Festival e, appunto, il Costaiblea Film Festival, dove è arrivato il riconoscimento ex aequo come Miglior Cortometraggio Fiction.

“I’m No One”, la malattia incontra l’intelligenza artificiale

A condividere il premio con Idiosincrasia è I’m No One di Seby Costantino, conosciuto anche come Sebyrock.

In questo caso il punto di partenza è completamente diverso. Protagonista è Francesco, un uomo che riceve una diagnosi destinata a sconvolgere la propria esistenza: un tumore al cervello. Paure, speranze e rimpianti accompagnano il personaggio mentre cerca di confrontarsi con ciò che gli sta accadendo e con la possibilità di andare avanti.

La vicenda assume successivamente una dimensione fantascientifica: Francesco si risveglia all’interno di una simulazione gestita da un cervello cibernetico e controllata da un’entità chiamata Eva, arrivando a scoprire di essere una copia esatta di se stesso dopo l’operazione.

Il racconto si muove così sul confine tra identità, fragilità umana e tecnologia, interrogandosi contemporaneamente sulle trasformazioni che stanno investendo lo stesso linguaggio cinematografico.

Un cortometraggio realizzato con l’intelligenza artificiale generativa

La particolarità di I’m No One risiede infatti anche nel suo processo creativo: il cortometraggio è stato realizzato interamente attraverso strumenti di intelligenza artificiale generativa.

L’utilizzo dell’IA non rappresenta soltanto un esperimento tecnico, ma entra nella costruzione stessa dell’opera e nel modo scelto per raccontare la storia.

Proprio la capacità di mettere insieme innovazione tecnologica e componente umana del racconto è stata valorizzata dalla Giuria, che ha riconosciuto nel lavoro di Costantino un’opera legata alle trasformazioni del presente e, contemporaneamente, capace di interrogarsi sulle nuove possibilità offerte alla narrazione audiovisiva.

Due vincitori, due differenti visioni del cinema contemporaneo

L’ex aequo restituisce quindi due prospettive molto differenti. Idiosincrasia costruisce il proprio universo attraverso sottrazione, silenzi, gesti e precisione formale; I’m No One sperimenta invece le possibilità offerte dalle tecnologie generative, mettendole al servizio di una storia che attraversa malattia, identità, paura e speranza.

Il premio si inserisce nella tradizione del Costaiblea Film Festival, manifestazione che negli anni ha mantenuto un’attenzione particolare nei confronti del cinema giovane e degli autori emergenti, affiancandola agli omaggi ai maestri di diverse generazioni e all’osservazione della produzione cinematografica siciliana, con uno sguardo specifico anche alle opere realizzate nel territorio degli Iblei.

Gli altri riconoscimenti del Costaiblea Giovane Cinema 2026

Accanto al doppio riconoscimento assegnato alla Fiction, nella sezione dedicata ai giovani autori siciliani il premio per il Miglior Cortometraggio Documentario è andato a Stidda Lucenti di Matteo Calabrese.

Sono state inoltre attribuite due menzioni speciali: una a The Rise of AI di Alessandro Finocchiaro Uda, autore di appena 14 anni, e l’altra a L’isola dei Porri di Gloria Scollo.

Al centro dell’edizione 2026 resta però anche il particolare confronto offerto dai due vincitori ex aequo della Fiction: Marco Diego Zizzo e Seby Costantino, espressione di due strade differenti attraverso cui il giovane cinema siciliano prova oggi a sperimentare, raccontare e interrogare la realtà.

Fonte foto: Pagina Facebook – Costaiblea Film Festival

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