CATANIA – È sfuggita soltanto per un soffio la vittoria del primo Catania di Walter Novellino, all’esordio assoluto sulla panchina dei rossazzurri. Il pareggio per 1-1 rimediato in casa contro il Potenza, formazione rivelazione di questo girone C, non soddisfa certamente in termini di risultato ma per la prestazione in campo costituisce un buon viatico per recuperare quell’autostima smarrita durante le ultime settimane sotto la gestione Sottil.
Come sottolineato la scorsa settimana dall’amministratore delegato Pietro Lo Monaco durante la conferenza di presentazione del tecnico di Montemarano, le responsabilità del campionato altalenante dei rossazzurri sono da imputare in parte all’enorme pressione dovuta dalla necessità di fare bottino pieno domenica dopo domenica.
Un fardello massiccio che ha iniziato a gravare pesantemente sulla formazione etnea, costruita sulla carta per dominare il campionato. La stagione dei rossazzurri è stata contraddistinta dall’alternanza di risultati tra casa e trasferta e proprio i passi falsi commessi da Biagianti e compagni hanno condizionato il rendimento generale della squadra.
L’arrivo dell’ex tecnico di Venezia, Piacenza e Sampdoria è stato dichiaratamente giustificato per raddrizzare la curva dell’autostima del gruppo parimenti ai necessari accorgimenti tattici. Un compito da risolvere durante le gare che separano il Catania dal termine della stagione e che dipenderà, inevitabilmente, dal recupero psicologico degli attaccanti, i “grandi assenti” del campionato etneo. Importante, in questo senso, sarà il ritorno al gol di Davis Curiale.
L’italo-tedesco, capocannoniere lo scorso anno con 15 marcature, quest’anno è riuscito a esultare soltanto in quattro occasioni, gare di Coppa Italia escluse. Proprio l’ariete rossazzurro, giocatore che “piace molto” a Novellino così come dichiarato dallo stesso allenatore campano, è senza dubbio l’elemento che attende più di tutti il rilancio.
Durante la sfida con il Potenza la punta classe ’87 è stata presa di mira da qualche sostenitore per un paio di occasioni mancate sotto porta per essere poi richiamato in panchina, sostituito dal più “mobile” Marotta per l’arrembaggio di metà ripresa. Ciononostante, non può non essere spezzata la classica lancia a favore del buon Davis, chiamato in passato da Sottil a fare parecchio “lavoro sporco”, tra sportellate con i difensori avversari e sponde per i compagni.
Presumibilmente, liberato da compiti di sacrificio, il numero 11 etneo riuscirà a riacquistare la lucidità perduta negli ultimi sedici metri. Da vedere, inoltre, se Novellino opterà nelle prossime gare a un cambio di modulo in grado di valorizzare al meglio la sua punta, magari affiancata un “complice” offensivo capace di aprirgli i giusti corridoi in area di rigore come visto durante la gestione tecnica di Lucarelli. Un identikit che sembrerebbe rispondere al profilo di Sarno, atleta in grado di offrire imprevedibilità e inventiva all’attacco etneo.