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02.06.2026

La Repubblica vista dalla Generazione Z

di Agata Gamuzza | 2 min di lettura
La Repubblica vista dalla Generazione Z
Indice

A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, i giovani guardano ai valori democratici con occhi diversi. Meno retorica, più concretezza: lavoro, inclusione e partecipazione sono le parole chiave di una generazione che chiede di essere ascoltata.

Il 2 giugno rappresenta una delle date più significative della storia italiana. Nel 1946 milioni di cittadini furono chiamati alle urne per scegliere tra monarchia e repubblica, dando vita a un nuovo corso politico e istituzionale per il Paese. Oggi, a distanza di decenni, quella ricorrenza continua a essere celebrata come simbolo di libertà, democrazia e partecipazione civile.

Ma che significato assume per la Generazione Z?

Una generazione cresciuta nel cambiamento

Nati tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, i giovani di oggi non hanno conosciuto le grandi contrapposizioni ideologiche del Novecento. Sono cresciuti nell’era digitale, in un mondo globalizzato e interconnesso, segnato da crisi economiche, cambiamenti climatici, trasformazioni tecnologiche e nuove forme di comunicazione.

Per loro la Repubblica non è soltanto una conquista storica da ricordare, ma un sistema che deve dimostrare quotidianamente la propria capacità di garantire opportunità, diritti e prospettive per il futuro.

Richiesta di risposte concrete

Molti ragazzi guardano alle istituzioni con un atteggiamento ambivalente. Da un lato riconoscono l’importanza dei principi sanciti dalla Costituzione, come uguaglianza, libertà, tutela della persona e solidarietà sociale. Dall’altro manifestano una crescente richiesta di efficacia e vicinanza da parte della politica.

Non basta celebrare i valori repubblicani; occorre renderli concreti nella vita quotidiana.

Le difficoltà legate all’ingresso nel mondo del lavoro, l’incertezza economica e le sfide sociali rendono infatti sempre più forte l’esigenza di istituzioni capaci di ascoltare e intervenire con strumenti adeguati.

Tra le principali preoccupazioni dei giovani emergono:

  • Lavoro stabile e dignitoso
  • Accesso alla casa
  • Tutela dell’ambiente
  • Qualità dell’istruzione
  • Pari opportunità

Temi che vengono percepiti come veri indicatori della capacità dello Stato di rispondere ai bisogni delle nuove generazioni.

In questo senso, il concetto di cittadinanza assume una dimensione molto concreta: essere cittadini significa poter studiare, lavorare e costruire il proprio futuro senza dover rinunciare ai propri sogni.

Nuove forme di partecipazione

Un altro elemento distintivo della Generazione Z è il rapporto con la partecipazione pubblica.

Se i tradizionali strumenti della politica appaiono talvolta lontani dai giovani, cresce invece l’impegno attraverso associazioni, volontariato, movimenti civici e campagne di sensibilizzazione online. I social network e le piattaforme digitali hanno modificato il modo di informarsi e di prendere parte al dibattito pubblico, creando nuove opportunità ma anche nuove responsabilità.

La partecipazione, dunque, non scompare: cambia forma.

La Generazione Z mostra inoltre una particolare sensibilità verso i temi dell’inclusione, della diversità e della giustizia sociale.

Le battaglie contro le discriminazioni, la difesa delle minoranze e la richiesta di maggiore equità vengono spesso interpretate come una naturale estensione dei principi repubblicani. Per molti giovani, infatti, libertà e uguaglianza non sono concetti astratti, ma obiettivi da realizzare concretamente nella società contemporanea.

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