Le pellicole perfette per una serata indimenticabile
Sta per concludersi Ferragosto 2026, tra escursioni sull’Etna o nei boschi, giornata in spiaggia con sole, mare e relax, grigliate e momenti di allegria/spensieratezza. Il modo migliore per chiudere la serata? Sicuramente guardando un film.
Infatti tra la stanchezza data dal 15 agosto trascorso in compagnia di amici/parenti, terminare con la visione di una pellicola, possibilmente “a tema”, potrebbe essere considerata una valida alternativa.
Inoltre, un’idea carina consigliabile e originale, è quella di creare un vero e proprio “cinema all’aperto“. Può sembrare complicato, ma in realtà servirà soltanto un videoproiettore portatile o un telo da proiezione per esterni, degli altoparlanti di buona qualità, un’area che sia leggermente “isolata”, o perlomeno lontana da altre fonti luminose.
Teoricamente, se lo spazio lo consente, un luogo adatto potrebbe essere anche il giardino di casa. Ovviamente saranno necessari anche il film selezionato, alcuni cuscini/coperte con sedie/pouf per rendere l’atmosfera più accogliente, e soprattutto qualcosa da mangiare, come snack e bevande.
Con pochi e semplici passaggi, sarà possibile creare un’esperienza cinematografica unica e indimenticabile, tra il buio della notte e il cielo ricoperto di stelle. Insomma, una serata estiva perfetta da condividere con amici e familiari.
Un film diretto da Gabriele Muccino, ambientato soprattutto durante un’estate trascorsa a San Francisco. Protagonisti della storia due giovani, Marco e Maria, diplomati da poco e in procinto di cominciare l’università.
Stabiliscono quindi che quell’estate dovrà essere diversa dal solito. Pertanto, decidono entrambi, senza essere l’uno a conoscenza della scelta dell’altro, di trascorre un periodo di vacanze in California.
A quel punto, dopo il viaggio in aereo, si ritrovano ospiti tramite un amico comune, a casa di una coppia di gay. I due, inizialmente ostili tra loro e “costretti”, a loro insaputa, a convivere nella stessa abitazione, creano un bel gruppo di quattro.
Tra divertimenti, risate, uscite, visite guidate della città, esternazioni della propria vita privata, racconti intimi del passato e molto altro ancora, riescono a creare un legame vero e sincero, che li porterà anche a confidarsi, guardare il mondo con una prospettiva diversa e più aperta, a prendere consigli tra loro e volersi bene.
Insomma, in una parola, a crescere. Infatti alla fine, sceglieranno di rimanere più a lungo del previsto insieme, e una volta tornati a Roma saranno cambiati, sia interiormente che esteticamente. Questo cambiamento però, non si limiterà a riguardare solo Marco e Maria, ma anche Matt e Paul.
L’esordio di Carlo Verdone come regista, sceneggiatore e attore protagonista. La pellicola è ambientata proprio nel periodo di Ferragosto nella Capitale. In questo contesto, si alternato le storie dei tre soggetti principali, ovvero Enzo, Leo e Ruggero.
Il primo è un ragazzo che si finge molto spavaldo, sicuro di sé e dominante. In realtà, dietro questa personalità forte che cerca di tenere in piedi, si cela una profonda insicurezza mista a solitudine.
Il secondo invece, è un ragazzo un po’ goffo, bonaccione e ingenuo, pronto a recarsi a Ladispoli per trascorrere il 15 agosto in compagnia della madre. Mentre il terzo, è un hippy convinto di aver vissuto un’esperienza mistica.
Nel corso della trama, Enzo passa in rassegna l’intera rubrica telefonica per cercare/trovare qualcuno con cui passare il Ferragosto, finché chiama Sergio, l’unico conoscente che ha accettato, suo malgrado, di partire con lui per la Polonia.
Ruggero, che professa l’amore libero e il distacco dal mondo materialistico, incontra casualmente suo padre, il quale lo invita a casa insieme alla sua ragazza Fiorenza, per una chiacchierata nel tentativo di convincerlo a rientrare nei ranghi.
Leo si imbatte in Marisol, una giovane turista spagnola in difficoltà, che lo convince ad ospitarla a casa e ad accompagnarla in giro per Roma, facendogli saltare il viaggio per Ladispoli.
Anche in questo caso si tratta di un esordio alla regia, stavolta però, di Gianni Di Gregorio. La storia è incentrata su Gianni, un uomo di mezza età che trascorre le sue giornate prevalentemente tra casa e osteria.
Il suo “lavoro” principale è quello di occuparsi dell’anziana madre, una nobildonna vedova un po’ malandata, capricciosa e viziata. Entrambi vivono insieme in un appartamento di Trastevere e faticano ad arrivare a fine, essendo ricoperti di debiti.
Il 14 agosto però, durante il torrido caldo estivo, si presenta alla loro porta Alfonso, l’amministratore di condominio, per riscuotere l’affitto e tutti gli arretrati.
Nel corso del dialogo, sceglie di fare a Gianni una proposta, ovvero l’estinzione di tutte le spese condominiali in cambio di un favore, quello di ospitare l’anziana madre, Marina, per la notte e il successivo giorno di Ferragosto, in modo che lui possa partire per le terme e curare la sua dermatite.
Alfonso però, furbescamente, non accenna al fatto che arriverà anche una seconda signora, ovvero la zia Maria, una simpatica anziana con qualche problema di memoria e molto esperta nel cucinare la pasta al forno. Nonostante non faccia parte dell’accordo, l’amministratore convince Gianni a ospitarla offrendogli del denaro.
La commedia prosegue con l’arrivo di una quarta signora, Grazia, la madre dell’amico e medico di famiglia Marcello. La badante rumena essendo in ferie, e Marcello dovendo ricoprire il turno di notte in ospedale, chiede a Gianni il favore di ospitarla, raccomandandosi di non farle mangiare determinati tipi di cibi e di darle, secondo orari cadenzati, una lunga serie di farmaci.
La vicenda si conclude, tra svariate avventure in cui Gianni si trova coinvolto a causa di caratteri e personalità differenti delle anziane, con un allegro pranzo di Ferragosto tutti insieme.
Quando arriva il momento di andar via però, le tre signore offrono una grossa somma di denaro per rimanere in sua compagnia. A quel punto il protagonista non può che accettare.