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02.06.2026

Cosa sappiamo sul Bonus Mobili 2026: i requisiti per ottenerlo

di Enrico De Pasquale | 2 min di lettura

L'agevolazione permette di beneficiare di una detrazione Irpef del 50% sull'acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici

Cosa sappiamo sul Bonus Mobili 2026: i requisiti per ottenerlo
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Arriva la conferma anche per il 2026 del Bonus Mobili, dedicato a chi vuole arredare casa dopo aver avviato interventi di recupero del patrimonio edilizio. L’agevolazione permette di beneficiare di una detrazione Irpef del 50% sull’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici, ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Il tetto massimo di spesa agevolabile è stato fissato a 5mila euro per ogni singola unità immobiliare, consentendo di fatto un recupero fiscale effettivo fino a 2.500 euro.

Quali sono i requisiti per ottenere il Bonus Mobili

La conditio sine qua non per ottenere il beneficio è che i lavori di ristrutturazione siano iniziati a partire dal primo gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto. 

Per le spese sostenute nel corso del 2026 – dunque – l’intervento edilizio deve aver preso il via non prima del primo gennaio 2025. Un altro vincolo importante riguarda il beneficiario. È strettamente necessario che il soggetto che porta in detrazione la spesa per gli arredi e gli elettrodomestici sia lo stesso che usufruisce dell’agevolazione per i lavori di ristrutturazione dell’immobile.

Cosa è possibile acquistare

L’incentivo copre l’acquisto di mobili nuovi di uso quotidiano. L’elenco comprende, tra gli altri, letti, armadi, librerie, tavoli, sedie, divani, materassi e apparecchi di illuminazione. Sono invece categoricamente esclusi gli acquisti di porte, pavimentazioni, tende e altri complementi non strettamente riconducibili all’arredo primario della casa. 

Rientrano nell’agevolazione anche i grandi elettrodomestici, purché rispettino determinati requisiti di efficienza energetica: è richiesta una classe non inferiore alla A per forni e lavasciuga, classe E per lavatrici e lavastoviglie, e classe F per frigoriferi e congelatori.

Quali documenti conservare

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito regole ferree per quanto riguarda le transazioni, che devono essere totalmente trasparenti. I pagamenti devono essere effettuati esclusivamente tramite metodi tracciabili: sono ammessi il bonifico bancario o postale, la carta di credito e la carta di debito.

Non è consentito in alcun caso l’uso di contanti o di assegni bancari. Per non perdere il diritto alla detrazione in sede di dichiarazione dei redditi (tramite modello 730 o Redditi PF), è obbligatorio conservare con cura tutta la documentazione. Serviranno le ricevute dei bonifici o delle transazioni con carta, l’addebito in estratto conto e, soprattutto, le fatture di acquisto. Queste ultime devono necessariamente specificare natura, qualità e quantità dei beni comprati, oltre a riportare il codice fiscale o i dati dell’acquirente.

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