"Un uomo che ha dedicato la vita alla nostra professione, sempre 'con la schiena dritta'"
È lutto nel mondo del giornalismo siciliano per la morte di Alberto Cicero, scomparso all’età di 65 anni dopo una lunga battaglia contro un male incurabile.
In pensione da quasi 2 anni, lo si ricorda per aver ricoperto per 12 anni il ruolo di segretario regionale di Assostampa, oltre che per storica firma de La Sicilia: per anni caposervizio e poi caporedattore della cronaca del quotidiano.
Assostampa sottolinea la sua capacità di distinguersi per la “profonda conoscenza del territorio e la capacità di guidare i colleghi più giovani con generosità e spirito di squadra”.
“Oltre al suo lavoro in redazione – si legge ancora nella nota di Assostampa Sicilia – il nome di Alberto Cicero resterà indissolubilmente legato alla difesa della categoria e della libertà di stampa. Già segretario provinciale della sezione di Catania per tre mandati ha ricoperto la carica di segretario regionale dell’Associazione siciliana della stampa, il sindacato unitario dei giornalisti, ed infine presidente del consiglio regionale, battendosi sempre in prima linea per la tutela dei posti di lavoro e la dignità professionale, il contrasto al precariato e la difesa della libertà d’informazione. Se ne va – sottolinea Assostampa Sicilia – un uomo d’altri tempi e un punto di riferimento per l’intera categoria, un pezzo di storia del sindacato e del giornalismo. Un uomo che ha dedicato la vita alla nostra professione, sempre ‘con la schiena dritta‘”.
“Alberto – si legge in un suo ricordo su lasicilia.it, il sito del quotidiano per cui ha lavorato – non è stato solo un giornalista o un leader sindacale; è stato un porto sicuro. Un maestro che non saliva in cattedra, ma che insegnava stando in trincea. Nelle sue battaglie con l’Assostampa, non difendeva un privilegio, ma la dignità degli ultimi, dei precari, dei collaboratori di provincia che consumano le suole delle scarpe per pochi spiccioli. Ci credeva davvero. Per lui il giornalismo non era un mestiere, ma un patto d’onore con il lettore e un servizio civile per la sua terra. Tra le sue passioni il tennis, i motori, la cucina. L’ultimo suo impegno l’idea del libro ‘Il sole da mangiare’ sulla storia dell’arancino e le sue tradizioni. Alberto – conclude lasicilia.it – lascia un vuoto incolmabile, ma anche una certezza: ogni volta che un collaboratore consumerà le suole per verificare una notizia, ogni volta che qualcuno alzerà la testa per difendere la libertà di un collega, in quel gesto ci sarà ancora un pezzetto di lui”.
Fonte foto Ansa.it