CATANIA – Un campionato lungo, difficile e dall’esito ancora tutt’altro che scontato quello di serie C che sta affrontando il Catania quest’anno. Si tratta del terzo anno consecutivo nella categoria, tre anni dopo dell’inchiesta “I treni del gol”, il primo senza penalizzazione, dopo due stagioni affrontate rispettivamente la prima con un -10 e la seconda con un -7.
A cinque giornate dal termine, dopo la sonora vittoria di Catanzaro, e con il primo posto distante solo due punti, in città gli umori sono divisi riguardo alle reali possibilità che la squadra ha di riuscire a ottenere il primo posto e la promozione diretta, senza passare dalla lotteria dei playoff, che si sa bene sono un vero e proprio terno al lotto e vanno affrontati con la massima concentrazione per essere vinti. Le vicende degli ultimi campionati del Lecce, attuale capolista, con la quale il Catania ha gli scontri diretti a favore in caso di parità di punti a fine campionato, sono una dimostrazione in tal senso.
Ma le riflessioni in merito a questo non si esauriscono certo qui. La squadra, com’è noto, si ritrova a giocare in questo livello del calcio professionistico per vicende che con lo sport hanno ben poco da spartire e la ferita che si è creata negli ultimi anni tra la tifoseria e la squadra si sta pian pianino rimarginando, anche se c’è ancora un po’ di strada da fare.
Oltre a ciò, c’è anche il desiderio da parte di tutti quelli che seguono le vicende della compagine rossazzurra che la squadra lasci il prima possibile questa categoria, che per il bacino d’utenza al capoluogo etneo non compete affatto. Dall’altro lato, però, data la situazione economica in cui è precipitata la società negli anni scorsi e dalla quale sta tentando di uscire, un torneo in cui la squadra lotta fino all’ultima giornata per la promozione diretta può essere visto come un grande passo avanti.
Andando a sentire le opinioni dei tifosi per le vie del centro storico di Catania si nota che sono parecchio variegate. C’è chi considera questo campionato in corso, a prescindere da come andrà a finire, come un grande passo avanti, ma si nota anche la voglia di sfruttare al massimo questa occasione nelle ultime partite per tornare subito in serie B. Per questo motivo prevale la speranza che la squadra ce la possa fare, mista però al rammarico per i punti persi nelle precedenti partite.
Infine, abbiamo chiesto un parere a una vecchia gloria del club, Davide Baiocco, centrocampista rossazzurro dal 2005 al 2009, trascinatore della squadra che ottenne la promozione in serie A nel 2006 e noto per la sua indole da vero combattente sul rettangolo verde.
“Il torneo che la squadra rossazzurra sta disputando – commenta Baiocco – è comunque ottimo e c’è da essere soddisfatti, anche se ancora si devono fare dei progressi sul piano del gioco. Capisco benissimo lo stato d’animo della gente che segue il Catania. I tifosi non vedono l’ora che la squadra lasci questa categoria, che alla città non compete affatto. Catania deve stare quantomeno in B, se non in A. Io per natura sono ottimista e vedo il lato positivo nelle cose, la squadra in queste ultime giornate dovrà dare il massimo per vincere il campionato e la speranza c’è. In ogni caso, lottare già quest’anno per il primo posto, a prescindere da come andrà a finire, è un grande risultato, data la situazione economica che si è creata negli ultimi anni e dalla quale la società sta tentando di uscire”.