Il furto delle tavole di Antonello da Messina al MuMe e l'assenza di rigidi controlli al Santuario di Ficarra accende la questione sicurezza
Un importante polittico su tavola di Antonello da Messina si trova al Santuario dell’Annunziata di Ficarra, in provincia di Messina. L’unico neo è che si tratta di un tesoro “in bella vista”, in assenza di controlli rigidi all’ingresso: una situazione che potrebbe minare la sicurezza del patrimonio artistico, specie alla luce del clamoroso furto di quattro tavole quattrocentesche del maestro messinese al MuMe avvenuto lo scorso Ferragosto.
Secondo quanto si apprende, l’opera fu commissionata ad Antonello da Messina nel 1477 come Gonfalone della Confraternita dell’Annunziata. Il dipinto si articola su tre ordini: nel registro inferiore troneggia la figura della Madonna con il Bambino, affiancata da santi tra cui spicca San Pietro. Col passare dei secoli, ha superato la sua funzione originaria di stendardo processionale, radicandosi come simbolo identitario e cuore della devozione del borgo. E il nuovo sistema di illuminazione artistica – inaugurato lo scorso marzo e curato da Elettrosud in partnership con iGuzzini – rende quest’opera preziosa ancora più visibile e attrattiva.
Per fare luce sulle reali misure di sicurezza previste per il dipinto, abbiamo contattato l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Basilio Ridolfo, con l’obiettivo di avere un quadro chiaro e comprendere la posizione dell’ente. Al momento della pubblicazione non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro. Restiamo aperti e a disposizione dell’amministrazione per dare spazio a una loro spiegazione ufficiale e per ottenere rassicurazioni concrete sulla salvaguardia di questo inestimabile patrimonio.