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17.09.2026

Palermo, tesoro d’arte da 400mila euro tra reperti egizi, anfore e antichi manoscritti: due indagati

di Redazione | 2 min di lettura

L'indagine partita dal furto di opere antiche

Palermo, tesoro d’arte da 400mila euro tra reperti egizi, anfore e antichi manoscritti: due indagati
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Un patrimonio artistico e archeologico dal valore stimato di circa 400mila euro, composto da reperti che attraversano secoli di storia, è stato recuperato a Palermo al termine di una complessa indagine sul traffico illecito di beni culturali.

Le attività condotte nei mesi scorsi dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo hanno portato anche all’individuazione di due persone indagate, a vario titolo, per le ipotesi di furto e ricettazione di beni culturali.

L’indagine partita dal furto di opere antiche

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, ha preso il via dalle denunce presentate da un professionista palermitano del settore antiquariale.

Nel 2024 l’uomo aveva denunciato la sottrazione di numerose opere di valore, alcune delle quali risalenti a periodi compresi tra l’VIII-IX secolo e il XVI secolo.

Monitoraggi e analisi tecniche avrebbero successivamente consentito agli investigatori di risalire ai due soggetti ritenuti, allo stato delle indagini, coinvolti nelle vicende.

Anfore, reperti egizi e una testa in marmo

Particolarmente consistente il patrimonio sequestrato nel corso degli accertamenti. Tra i reperti di interesse archeologico figurano tre anfore da trasporto di età romana e greco-italica, alcune delle quali databili tra il V e il IV secolo a.C.

Recuperate anche una scultura lignea raffigurante una testa riconducibile all’ambito egizio antico e una ushabti, statuetta appartenente ai corredi funerari.

Tra i beni figurano inoltre una testa scultorea in marmo di età arcaica, ritenuta di probabile produzione greco-orientale, e un elemento dorato, verosimilmente una casseruola in bronzo, riconducibile all’area pompeiana.

Spunta anche il carteggio sul “Cavalluccio” attribuito a Leonardo

I recuperi hanno interessato anche il patrimonio bibliografico e archivistico. Tra i documenti sequestrati compare una raccolta di antichi manoscritti del Monastero di San Giovanni l’Origlione di Palermo, databili tra il 1554 e il 1655.

Rinvenuto anche un Editto del Regno delle Due Sicilie del 1835, con un manoscritto sul retro e un timbro riferibile al Comune di Avellino.

Di particolare interesse anche un corpus di documenti identificato come carteggio personale della duchessa Beatrice Mantegna dell’Arenella, risalente alla prima metà del Novecento e relativo allo “Studio del Cavalluccio”, opera inizialmente attribuita a Leonardo da Vinci.

Esperti al lavoro per ricostruire origine e valore dei beni

Per esaminare il materiale recuperato, gli investigatori si sono avvalsi della collaborazione di archeologi, archivisti ed esperti appartenenti alle Soprintendenze, all’Archivio di Stato di Palermo e al mondo universitario.

Sono stati coinvolti anche uno specialista in egittologia e docenti delle Università di Palermo e Kore di Enna. La collaborazione tra i diversi enti ha permesso di valutare l’interesse storico, artistico ed economico dei beni recuperati, per un valore complessivo stimato in circa 400mila euro.

Le contestazioni nei confronti delle due persone coinvolte si trovano nella fase delle indagini e le rispettive responsabilità dovranno essere accertate nelle competenti sedi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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