Nuova tappa per il tour di TonyPitony, l’artista siracusano tornerà in Sicilia anche il prossimo anno

Nuova tappa per il tour di TonyPitony, l’artista siracusano tornerà in Sicilia anche il prossimo anno

PALERMO – Fa il suo ritorno, dopo il trionfo riscosso al 76° Festival di Sanremo con la vittoria in duetto con Ditonellapiaga durante la serata cover, nei teatri dell’isola siciliana TonyPitony. La nuova tappa riprende senza stop lo stesso tour che da mesi ormai continua a incassare sold out uno dopo l’altro.

Nuova tappa del tour di TonyPitony, la risposta agli innumerevoli sold out

Il nuovo live si terrà a Palermo il 5 marzo 2027, all’interno del Teatro Golden, e ha già registrato il completo esaurimento dei biglietti in meno di 48 ore dall’annuncio ufficiale. La tappa si va ad aggiungere a quel tour atteso per quest’estate, che prevede anche l’appuntamento del 30 luglio a Catania, presso la Villa Bellini. Il live fa parte del cartellone di Sotto Il Vulcano Fest, con l’organizzazione di Puntoeacapo e la direzione artistica di Nuccio La Ferlita, in collaborazione con il comune di Catania in ambito del Catania Summer Fest.

Seguirà poi l’evento a Bagheria, l’1 agosto e il 3 agosto al Piccolo Parco Urbano di Bagheria (Palermo). Tutti gli appuntamenti, da Catania a Bagheria fino a Palermo, sono prodotti da GoMad Concerti, Puntoeacapo Srl e P17TONY.

TonyPitony continua così a scalare le classifiche, sfidando qualsiasi normativa del settore a suon di irriverenza e antiproibizionismo, dandone prova mentre continua a riempire teatri, palazzetti e club. Un successo che vede alla propria base l’idea per cui una musica diversa, fondata sulla sovversione degli stereotipi e contro ogni legge di mercato, è possibile.

tonypitony

L’artista che uccide l’artista

A delimitare la sagoma di Tony Pitony, però, è anche una profonda volontà di astrazione della propria identità. Quello che canta infatti non è semplicemente una persona, nascosta tra l’altro dietro una maschera, ma un concetto che contiene al suo interno numerosi pensieri e tendenze.



Si va così a distruggere l’ideale, uno dei tanti, secondo cui tra il palco e il pubblico vi debba essere una barriera intangibile. L’artista, infatti, non deve essere idolatrato ciecamente da una massa che ne urla i nomi o le gesta ma, sull’onda cavalcata dallo stesso Tony Pitony, deve mostrarsi per ciò che è davverorealeconcreto e pieno di difetti.

“Indossare una maschera – aveva dichiarato lo stesso cantante – è oggi un paradossale gesto di libertà per sfidare un sistema che impone volti scoperti ma menti conformi. Il vero volto non è quasi mai quello che si vede, ma quello che si sceglie di rivelare. E io voglio rivelarvi che alla fine, facciamo tutti un po’ cag*re“.

A far realizzare la monotonia soffocante dello showbusiness, però, non sono solo supposizioni o osservazioni. Dietro il Tony Pitony all’apparenza così diretto e superficiale vi è infatti un passato all’interno di musical e produzioni in prosa del West End di Londra.

Viene così meno l’idea per cui l’espressione personale debba obbligatoriamente passare attraverso canali comuni, favoreggiando invece un approccio, possa esso pur essere “politicamente scorretto“, pensato su misura del singolo artista.