PALERMO – Nel giorno in cui il Palermo aveva ritrovato gli ultras della curva nord superiore, è arrivata la seconda sconfitta casalinga, scaturita dalla peggiore prestazione dei rosanero in questa stagione.
D’altra parte il risultato di 0 a 3 per gli ospiti non dà adito ad alcun dubbio: il Cittadella è apparso superiore per tecnica, agonismo, determinazione e voglia di vincere, al contrario del Palermo, che, insicuro e timoroso, ha dimostrato di non esserci né con la testa né con il fisico. Quello visto ieri sera sembrava il Palermo dell’anno scorso, in balìa di avversari ben più motivati e superiori dal punto di vista tecnico ed agonistico.
Troppo facile attribuire il crollo mentale e fisico degli uomini di Tedino alle vicissitudini legate alla richiesta di fallimento avanzata per la società di Viale del Fante dalla Procura di Palermo e che tante apprensioni ha causato nei tifosi. Se così fosse, ci sarebbe davvero da preoccuparsi, perché la vicenda è ben lontana dal risolversi e in ogni caso sarebbe un segnale allarmante perché darebbe conto di una fragilità psicologica di cui una squadra di professionisti non dovrebbe sicuramente soffrire.
A fine partita è stato Bellusci il primo a fugare questo tipo di problemi, con queste parole riportate sul “Giornale di Sicilia” oggi in edicola: “Questi sono problemi della società, noi siamo calciatori e andiamo in campo. Purtroppo abbiamo sbagliato tutto, ce ne assumiamo la responsabilità …..”. E allora perché il Palermo ieri sera è andato incontro ad una tale disfatta?
Sicuramente mister Tedino ha delle responsabilità. Vista la prestazione di Struna, c’è da domandarsi il perché del suo spostamento a destra o addirittura il perché del suo utilizzo. Lo sloveno finora nel suo nuovo ruolo di centrale aveva sciorinato prestazioni di tutto rispetto. Ieri, spostato sul fronte destro, è apparso in costante difficoltà, al punto di scaraventare a lato tanti palloni che con un pizzico di lucidità avrebbero potuto essere utilizzati in maniera più proficua.
In più la sensazione di sicurezza che Pomini aveva trasmesso a tutto il reparto difensivo nelle partite precedenti è sfumata al primo errore di Posavec. Sarà stato un caso, ma il crollo definitivo il Palermo lo ha avuto dopo le sostituzioni di Jajalo con Coronado e di Embalo, il meno peggio in campo ieri insieme a Chochev, con Trajkovski.
Da qui l’incapacità, dimostrata ieri da Tedino, di cambiare in corso le sorti di una partita con dei cambi azzeccati.
La verità, alla quale i tifosi cercano di aggrapparsi, probabilmente sarà quella di una giornata nera un po’ per tutti i giocatori in maglia rosa, ieri con la fascia nera al braccio in segno di lutto per la scomparsa del grande Ghito Vernazza. Non si spiegano altrimenti le prestazioni indecorose di Rispoli, di Murawski, di Nestorovski e di Szyminski, prima di ieri i migliori in questa prima parte di campionato.
Onore, alla fine, ai tifosi di casa che hanno applaudito all’uscita dal campo i giocatori del Cittadella, riconoscendone i meriti e la superiorità rispetto ai rosanero.
Pietro D’Alessandro