Aspettativa per i dirigenti medici: un diritto negato

Aspettativa per i dirigenti medici: un diritto negato

PALERMO – L’aspettativa per i dirigenti medici potrebbe non essere più un diritto.

È questa l’accusa lanciata da alcuni medici siciliani contro gli organi competenti.

Di norma l’aspettativa può essere concessa ai dirigenti medici di ruolo del SSN per motivi familiari, personali, politici e sindacali

Se per alcuni casi la concessione dell’aspettativa è a discrezione dell’Azienda Ospedaliera, per quella spettante ai sensi dell‘articolo 10, comma 8, lettera b del CCNL, stando al parere dell’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), di fronte alla presenza dei requisiti previsti dal caso specifico, deve necessariamente essere concessa: si tratta dell’aspettativa concessa a un medico di ruolo del SSN per lavorare a tempo determinato in un’altra azienda del SSN





Per l’ente pubblico che concede l’aspettativa non esistono spese aggiuntive (dato che non paga più il dipendente) ed è possibile sostituire il dirigente in aspettativa. In tal modo, oltre a non esserci sprechi, sarebbe favorita la mobilità e l’integrazione tra gli enti pubblici del SSN.

Eppure, nonostante la legge parli chiaro, secondo le accuse di alcuni medici, in Sicilia alcuni direttori generali e dirigenti amministrativi hanno imposto il rientro nell’azienda di appartenenza ai medici in aspettativa, poiché la Corte dei conti sta al momento monitorando i loro bilanci e il ricorso ad assunzioni a tempo determinato. Gli sfori di bilancio che i direttori devono giustificare agli occhi della Corte non sarebbero dovuti alla concessione delle aspettative e agli incarichi di sostituzione, ma al blocco della assunzioni che in Sicilia va avanti da più di quattro anni

Il risultato di tanto zelo da parte dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere siciliane potrebbero causare una corposa quantità di ricorsi che potrebbero ulteriormente aggravare gli sfori del bilancio