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28.05.2026

Schifani blinda il governo siciliano: «Non mi dimetto, il voto anticipato è solo un ballon d’essai»

di Redazione | 3 min di lettura
Schifani blinda il governo siciliano: «Non mi dimetto, il voto anticipato è solo un ballon d’essai»
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Renato Schifani chiude la porta al voto anticipato e prova a fermare le voci di crisi del governo siciliano. Dopo giorni di tensioni nella maggioranza regionale, alimentate anche dai risultati non brillanti del centrodestra alle elezioni amministrative, il presidente della Regione Siciliana respinge l’ipotesi di un ritorno alle urne e rivendica la solidità del suo mandato.

A margine della conferenza stampa sul prestito d’onore destinato agli studenti universitari, a Palermo, Schifani ha definito il tema delle elezioni anticipate un “ballon d’essai”, cioè un test lanciato nel dibattito pubblico per misurare reazioni e convenienze politiche. Un’ipotesi, secondo il governatore, che starebbe diventando eccessiva e che non corrisponderebbe alla realtà istituzionale.

Il messaggio è netto: Schifani non intende dimettersi. E senza le sue dimissioni, ricorda il presidente, il voto anticipato potrebbe arrivare soltanto attraverso una sfiducia della maggioranza all’Assemblea regionale siciliana.

Schifani: «Il voto anticipato non accadrà per mie dimissioni»

Il presidente della Regione ha spiegato che le condizioni per tornare alle urne prima della scadenza naturale della legislatura sono due: le dimissioni del governatore o una mozione di sfiducia approvata dall’Ars. Nel suo caso, ha chiarito, la prima possibilità non è in discussione.

Schifani ha così voluto spegnere le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, in una fase particolarmente delicata per il centrodestra siciliano. Le amministrative hanno evidenziato fratture nei territori, candidature non condivise e tensioni tra i partiti della coalizione. Ma il presidente prova a separare il piano politico da quello istituzionale: il governo, sostiene, va avanti.

Il riferimento alla mozione di sfiducia già respinta all’Ars serve proprio a rafforzare questa posizione. Schifani ha ricordato che l’ultima sfiducia è stata bocciata con 41 voti contrari e 26 favorevoli. Numeri che, secondo il governatore, dimostrano l’esistenza di una maggioranza parlamentare ancora in grado di sostenerlo.

Dopo le amministrative il centrodestra resta sotto pressione

Le parole del presidente arrivano in un momento di forte nervosismo nel centrodestra siciliano. Il voto amministrativo ha lasciato strascichi evidenti e ha aperto una discussione interna sulla tenuta della coalizione. In diversi Comuni il centrodestra si è presentato diviso, pagando un prezzo politico pesante.

Da qui l’emergere dell’ipotesi di un voto anticipato, evocata da alcuni ambienti politici come possibile soluzione a una fase di logoramento. Schifani, però, considera questo scenario più una suggestione che una possibilità concreta.

Il governatore sembra voler mandare un doppio messaggio. Agli alleati chiede responsabilità e continuità. Agli avversari fa capire che non esiste, al momento, una crisi istituzionale capace di portare automaticamente alle urne.

La risposta del governatore: «Io lavoro e continuo a lavorare»

Più che sullo scontro politico, Schifani prova a riportare l’attenzione sull’attività amministrativa. Il presidente ha rivendicato il lavoro svolto e ha indicato nella variazione di bilancio prevista a luglio uno dei prossimi passaggi chiave per il governo regionale.

L’obiettivo, ha spiegato, è trasformare le risorse finanziarie disponibili in servizi concreti e in un miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Una formula che serve anche a rilanciare l’immagine dell’esecutivo dopo settimane segnate da polemiche, tensioni interne e risultati elettorali difficili per la maggioranza.

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