La deputata M5S contesta il provvedimento che autorizza le operazioni dal 16 agosto: «Il Piano regionale vieta gli abbattimenti proprio in questo periodo». Annunciata un’interrogazione parlamentare e richiesta l’audizione delle associazioni animaliste
«Fermate immediatamente i fucili». È l’appello rivolto al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e all’assessore Luca Sammartino dalla deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, che interviene duramente sul provvedimento che autorizza dal 16 agosto le operazioni di abbattimento dei daini nel territorio ragusano.
Al centro della contestazione c’è il Piano straordinario regionale 2025-2029, che secondo quanto riferisce la parlamentare prevede la progressiva eliminazione della popolazione di daini presente in Sicilia.
«“Eradicazione”. È questa la parola scelta dalla Regione Siciliana per parlare di esseri viventi», afferma Campo, secondo la quale il Piano avrebbe come obiettivo la progressiva eliminazione dei daini presenti nell’Isola, senza distinzione di sesso o classe d’età.
La deputata mette soprattutto in discussione i presupposti dell’intervento nel Ragusano e chiede alla Regione di rendere pubblici i dati che giustificherebbero il provvedimento.
«Quanti daini ci sono realmente nel Ragusano? Quali aziende agricole hanno subito danni, di quale entità e documentati da chi? Quanti incidenti stradali sono stati provocati da questi animali, dove e quando?».
Secondo Campo, non emergerebbero al momento elementi tali da giustificare quella che viene presentata come un’emergenza. La deputata sostiene inoltre che lo stesso Piano regionale non disporrebbe di dati precisi sulla popolazione presente nel Ragusano, stimata in meno di cento esemplari, anche sulla base di «osservazioni estemporanee».
«Prima si decide di ucciderli tutti e poi, forse, si stabilisce quanti siano e quali danni abbiano provocato. È l’esatto contrario di ciò che dovrebbe fare un’amministrazione seria», attacca.
Uno dei punti più controversi sollevati dalla parlamentare riguarda proprio il periodo scelto per dare il via alle operazioni.
Campo sostiene che lo stesso Piano regionale preveda il divieto di abbattimento dei daini maschi dal 1° al 31 agosto e delle femmine dall’inizio di giugno fino alla fine di agosto, anche in relazione al periodo dei parti e dell’allattamento.
Nonostante questo, evidenzia la deputata, il Servizio 15 di Ragusa avrebbe firmato il provvedimento il 15 agosto, consentendo ai cacciatori selezionati di iniziare le operazioni già dal giorno successivo.
«Non c’è alcuna norma o deroga che consente di fare ad agosto, e solo in provincia di Ragusa, ciò che il Piano vieta espressamente ad agosto», afferma Campo, chiedendo anche quale fosse l’urgenza tale da non consentire di attendere la fine del mese.
La deputata del M5S contesta anche la scelta dell’abbattimento come strumento di gestione della popolazione animale.
Secondo Campo, la Regione sarebbe a conoscenza di esperienze di cattura e gestione dei daini già realizzate in Sicilia e in altre regioni italiane, sulle quali sarebbe possibile investire per sviluppare sistemi incruenti e programmi di trasferimento degli animali.
«Non accettiamo che nel 2026 la risposta della Regione alla presenza di poche decine di animali sia metterli nel mirino di una carabina», afferma.
Campo chiede quindi al presidente Schifani e all’assessore Sammartino l’immediata sospensione del provvedimento ragusano, ritenendolo in contraddizione con le disposizioni temporali previste dallo stesso Piano.
La parlamentare sollecita inoltre una revisione del Piano straordinario 2025-2029, affinché vengano sviluppati e resi concretamente operativi metodi incruenti di cattura e gestione della popolazione dei daini.
La vicenda è destinata ad approdare anche all’Assemblea regionale siciliana. Campo annuncia infatti la presentazione di una dettagliata interrogazione parlamentare per ottenere dalla Regione informazioni su censimenti, danni alle coltivazioni, incidenti stradali, atti amministrativi e motivazioni alla base degli interventi.
La deputata chiederà inoltre una specifica audizione di LAV, WWF, OIPA e delle principali associazioni rappresentate nella Consulta regionale per i diritti degli animali.
«La Sicilia non ha bisogno di una guerra ai daini. Prima di sparare agli animali, la Regione dimostri coi numeri in mano almeno perché ritiene necessario farlo. E intanto fermi immediatamente i fucili», conclude Campo.