La difesa legale della presidente della sezione Lavoro della Corte d’appello di Palermo, Maria Giuseppa Di Marco, sarà garantita dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia
Presentato un ricorso, da parte della presidente della sezione Lavoro della Corte d’appello di Palermo, nei confronti della nomina del primo presidente della medesima Corte, una carica che invece rivendica per sé. Secondo quanto emerso poi l’udienza, che vedrà il Tar Lazio discutere la causa, avrà luogo il 21 ottobre a Roma.
Ad avviare la delibera del Csm, che lo scorso 18 febbraio aveva designato Antonio Balsamo al vertice del distretto della Corte Palermitana, Maria Giuseppa Di Marco, la quale ha richiesto non solo l’annullamento della decisione ma anche la sua sospensione cautelare. Secondo quanto sostenuto, infatti, quest’ultima avrebbe subito un danno grave e irreparabile, causato da un provvedimento apparentemente emesso contro la legge.
Di Marco poi, assistita dai legali Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, è stata designata magistrato vicario del presidente, oltre che aver preso parte ad un percorso professionale di oltre 21 anni di funzioni giudicanti di secondo grado, da sommare ad un’esperienza semidirettiva pluriennale e a svariati incarichi di collaborazione direttiva.
Nonostante la preferenza per Balsamo, infatti, il plenum del Csm ha giudicato “sostanzialmente equivalenti” i curricula associati ai due candidati, con gli avvocati Rubino e Impiduglia che adesso criticano la parte della delibera dove viene valorizzato un incarico direttivo di 21 mesi, svolto da Balsamo in quanto presidente del Tribunale di Palermo.
Anche in queste circostanze, tra l’altro, il magistrato aveva subito un ricorso che aveva causato l’annullamento della nomina, in beneficio invece dell’attuale numero del tribunale: Piergiorgio Morosini. Solo dopo infatti Balsamo era stato nominato presidente della Corte, seppur Di Marco sostenga come quei 21 mesi non debbano essere computati per la scelta ma bensì debbano prevalere le funzioni semidirettive pluriennali, stabili e confermate regolarmente, da le portate a compimento.
Nel giudizio, quindi, si sono costituiti il Consiglio superiore della magistratura e il ministero della Giustizia, con la rappresentazione dell’Avvocatura generale dello Stato, oltre che Antonio Balsamo, difeso invece dagli avvocati Giuseppe Lo Pinto, Fabio Cintioli e Valentina Novara.