Il tempo per recuperare ancora c’è, adesso vediamo se c’è pure la volontà di replicare quanto di buono fatto a Caserta, magari evitando i venti minuti del secondo tempo. Non sono facili gli avvii di campionato di Longo e del suo sistema di gioco, era stato già detto in diverse conferenze stampa e il campo, purtroppo, l’ha confermato. Adesso più di qualcosa di buono sta emergendo, speriamo diventi più stabile perché è vero che ancora siamo ad ottobre, ma le altre non stanno certo ad aspettare chi sta ancora cercando di comprendere certi palesi errori e come porvi rimedio. Leggiamo cosa ci raccontano le statistiche di Mariano Mascena:
Catania-Crotone, novanta minuti tra storia e fratellanza
Catania-Crotone è una di quelle partite in cui il risultato racconta solo metà della storia. Al “Massimino” i precedenti ufficiali dal 1946 sono 17: dieci vittorie etnee, cinque pareggi e due successi calabresi, con 34 reti rossazzurre e 14 pitagoriche. Dall’1-0 firmato Greco nel 1946 al 6-1 del 1949, fino al 3-2 del 2006 del Catania di Marino contro il Crotone di Gasperini: Spinesi segnò due volte e Mascara completò la rimonta. Quella sera, dall’altra parte, andò a segno anche Jeda, ex rossazzurro pochi mesi prima: uno dei tanti fili che hanno unito le due società.
Più recente il ricordo dello 0-1 del 2023 firmato Tribuzzi, mentre l’ultimo incrocio al Massimino ha premiato il Catania 2-0 con Corbari e Lunetta. La sfida di oggi porta con sé anche un ex speciale: Emilio Longo, ora sulla panchina etnea dopo l’esperienza alla guida del Crotone. Negli anni hanno vestito entrambe le maglie anche Mazzotta, Curado, Chiricò, Di Carmine e Zanellato.
Ma Catania-Crotone è soprattutto una partita diversa dalle altre. Le due tifoserie sono legate da uno storico gemellaggio, fatto di rispetto, striscioni e accoglienza reciproca. E nella memoria resta un’immagine quasi d’altri tempi: i due capi ultras insieme nel giro di campo, applauditi da tutto lo stadio. Una scena che dice più di qualsiasi classifica. Per novanta minuti avversari, fuori dal campo fratelli: al Massimino il calcio ritrova anche il suo volto più bello. Un legame che negli anni ha resistito a categorie, risultati e generazioni.