Lo Schiavo e Scalia intervengono sul caso discusso in Consiglio comunale: “Non spetta a noi stabilire se quanto segnalato sia vero, ma quando si parla di risorse di una società interamente pubblica è doveroso verificare. Bene l’accesso agli atti: i cittadini hanno diritto a risposte”
Fare chiarezza, verificare documentalmente quanto segnalato e garantire la massima trasparenza nella gestione delle risorse di una società interamente partecipata dal Comune. È la richiesta di Giovanni Lo Schiavo, Segretario provinciale della CISAL Catania, e di Pietro Scalia, Segretario provinciale Cisal FederEnergia, che intervengono sulla vicenda riguardante Catania Rete Gas S.p.A. e sulla lettera a firma di Saretto Falsaperla di Belpasso, oggetto nelle scorse settimane anche di una discussione in Consiglio comunale.
La missiva, datata 20 giugno 2026, reca come oggetto “Segnalazione circostanziata di possibili irregolarità nell’utilizzo di risorse aziendali presso società a totale partecipazione pubblica” ed è indirizzata, tra gli altri, al sindaco, al segretario generale, al presidente del Consiglio comunale, all’assessore alle Partecipate e al Bilancio, alla Seconda Commissione consiliare e ai gruppi politici presenti a Palazzo degli Elefanti.
Nel documento vengono rappresentati presunti utilizzi non conformi di risorse aziendali da parte di amministratori della società. La stessa segnalazione precisa che le condotte indicate, qualora accertate, potrebbero presentare profili di criticità rispetto ai principi di buon andamento, economicità, efficienza e trasparenza.
La vicenda è stata affrontata anche nell’aula consiliare di Palazzo degli Elefanti. Durante il dibattito, il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Graziano Bonaccorsi ha manifestato l’intenzione di presentare un’istanza di accesso agli atti per approfondire i contenuti della segnalazione.
Di diverso tenore la posizione dell’assessore al Bilancio Giuseppe Marletta, che, secondo quanto emerso nel dibattito richiamato, avrebbe riferito di avere strappato la missiva considerandola anonima.
Ed è proprio su questo punto che intervengono i segretari provinciali Lo Schiavo e Scalia.
“Non è compito della CISAL stabilire se le circostanze riportate nella lettera corrispondano o meno alla realtà e sarebbe profondamente sbagliato trasformare una segnalazione in una sentenza anticipata – afferma Lo Schiavo –. Ma proprio per questo riteniamo che la strada corretta sia una sola: verificare. Se i fatti non trovano alcun riscontro, saranno gli atti a dimostrarlo e la vicenda potrà essere definitivamente chiarita. Se, al contrario, dovessero emergere criticità, sarà compito degli organi competenti valutarle”.
Per i sindacati, la natura pubblica della società rende ancora più importante assicurare la massima trasparenza.
“Catania Rete Gas è una società interamente partecipata dal Comune e quindi stiamo parlando, direttamente o indirettamente, di risorse che appartengono alla collettività. Su questo terreno non possono esserci zone d’ombra. Trasparenza non significa accusare qualcuno, ma tutelare contemporaneamente i cittadini, i lavoratori e gli stessi amministratori della società”.
La segnalazione contiene riferimenti specifici a presunte spese sostenute nel periodo 2024-2025. Per quanto riguarda alcuni pranzi, la lettera parla di circa dieci episodi, con una spesa media indicata in circa 150 euro e costi che, secondo l’autore della missiva, sarebbero stati imputati alla società. Si tratta, è bene ribadirlo, di circostanze contenute nella segnalazione e non di fatti accertati.
Un secondo capitolo riguarda presunte spese di catering per eventi interni, sempre tra il 2024 e il 2025. La lettera fa riferimento a circa otto eventi e indica un importo medio di circa 1.400 euro, riportando inoltre due specifiche date, il 22 dicembre 2025 e l’11 aprile 2026.
Tra gli elementi che lo stesso autore della segnalazione ritiene suscettibili di verifica vengono indicati fatture, scontrini, note spese, procedure autorizzative interne, causali, partecipanti, registrazioni contabili e bilanci societari.
“Proprio perché esistono documenti che possono confermare o smentire quanto scritto – prosegue Scalia – riteniamo positiva ogni iniziativa istituzionale finalizzata all’accesso agli atti. Non servono processi sommari, ma neppure cestini o strappi: servono carte, numeri e risposte. È questo il modo migliore per tutelare l’immagine di una partecipata pubblica e di chi vi opera quotidianamente con professionalità”.
Il segretario provinciale sottolinea inoltre la necessità di tenere fuori dalla vicenda i lavoratori.
“I dipendenti di Catania Rete Gas svolgono un servizio importante per la città e non devono subire alcun danno d’immagine derivante da questioni che riguardano eventualmente altri livelli di responsabilità. Chiedere trasparenza significa anche difendere il loro lavoro e la credibilità dell’azienda”.
Da qui l’appello rivolto all’amministrazione comunale e agli organismi deputati al controllo della partecipata.
“Chiediamo che il Comune faccia piena luce sulla vicenda attraverso gli strumenti previsti dalla legge e dal controllo analogo. Non ci interessa alimentare polemiche politiche né puntare il dito contro qualcuno. Ci interessa sapere se le risorse aziendali siano state utilizzate correttamente e nel pieno rispetto delle regole”, afferma Lo Schiavo.
La stessa lettera si conclude auspicando un’attenta valutazione dei fatti e l’avvio degli eventuali accertamenti ritenuti opportuni per verificare possibili responsabilità amministrativo-contabili.
“Quando si amministrano risorse pubbliche – concludono i segretari provinciali di Cisal Catania e Cisal FederEnergia – la trasparenza non può essere considerata un fastidio, ma deve rappresentare una garanzia per tutti. Non sappiamo se ciò che viene segnalato sia fondato: proprio per questo chiediamo che siano gli atti a parlare. Catania ha bisogno di partecipate solide, efficienti e trasparenti e i cittadini hanno il diritto di sapere come vengono utilizzate le risorse delle società che appartengono alla città”.