Uno degli aggressori aveva nel bagagliaio diverse mazze da baseball
Aggressione scaturita per futili motivi a Tremestieri Etneo (Catania). L’attività investigativa dei carabinieri ha consentito di fare luce sull’accaduto.
L’episodio si è verificato nel tardo pomeriggio quando una gazzella è intervenuta in via Metastasio, dove era già presente una pattuglia della polizia locale. Gli accertamenti effettuati dai carabinieri hanno permesso di ricostruire quanto accaduto poco prima quando due fratelli, di 19 e 17 anni, avrebbero fermato la madre in auto nei pressi della villa comunale per chiederle un fazzoletto. In quei brevi istanti in cui la signora ha arrestato la marcia per consegnare ai figli quanto richiesto, il conducente dell’auto dietro di lei avrebbe iniziato a suonare ripetutamente il clacson, per spingerla a proseguire la marcia. A quel punto, sarebbe scaturito un diverbio tra i due giovani e l’automobilista, un 60enne residente a San Gregorio, poi degenerato in una vera e propria colluttazione, alla quale avrebbe partecipato anche la donna nel tentativo di dividere i contendenti.
La situazione sembrava tornata alla calma, anche per l’arrivo della polizia locale, ma all’improvviso, il padre dei ragazzi, nonché marito della signora, sarebbe sopraggiunto a bordo di un SUV, speronando l’auto del 60enne. Poi, il congiunto 46enne sarebbe sceso dal veicolo armato di una mazza da baseball in legno con la quale avrebbe colpito l’altro automobilista, aiutato anche dai figli. L’equipaggio della Radiomobile è sopraggiunto proprio in quel frangente: i militari hanno subito bloccato in sicurezza i 3 aggressori, interrompendo la rissa, e chiesto l’intervento dei sanitari del 118.
Il personale sanitario intervenuto ha trasportato in ospedale il 60enne, il 19enne e anche la donna che era rimasta ferita nel primo tentativo di sedare la discussione tra i figli e l’automobilista. I carabinieri hanno proceduto anche a perquisire il suv del 46enne, scoprendo che, nel bagagliaio, vi erano altre 2 mazze da baseball. I militari dell’Arma hanno poi denunciato i 3 catanesi ritenuti presunti responsabili del reato di “rissa” con l’aggiunta, per il 46enne, del reato di “porto di armi od oggetti atti ad offendere”.