La 49enne era stata ricoverata in condizioni disperate all’ospedale Garibaldi di Catania dopo essere stata colpita alla testa e al volto. L’uomo, già arrestato, resta in carcere.
Non ce l’ha fatta la donna di 49 anni aggredita dal marito nella loro abitazione di Misterbianco, nel Catanese. Dopo il ricovero in codice rosso e un intervento chirurgico d’urgenza all’ospedale Garibaldi Centro di Catania, la vittima è morta nella mattinata di oggi, lunedì 1 giugno 2026.
La donna era arrivata in ospedale in condizioni gravissime dopo essere stata colpita ripetutamente alla testa e al volto con un oggetto contundente, al culmine di una lite familiare. I medici avevano da subito descritto un quadro clinico disperato, parlando di un devastante trauma cranio-facciale. La 49enne era stata operata nel reparto di Neurochirurgia per l’evacuazione di un ematoma e poi trasferita in Rianimazione, dove le funzioni vitali erano costantemente supportate.
L’aggressione era avvenuta due notti fa in via Delle Rose, nella frazione di Belsito, a Misterbianco. Secondo quanto ricostruito, a chiamare i soccorsi sarebbe stata la figlia maggiore della coppia, che ha contattato il 112 chiedendo l’intervento dei Carabinieri.
Quando i militari sono arrivati nell’abitazione, la donna era a terra, priva di sensi, con una grave ferita alla testa. Il personale sanitario del 118 l’ha trasportata d’urgenza al Garibaldi, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico.
Il marito, 53 anni, è stato arrestato pochi minuti dopo l’aggressione. Inizialmente l’accusa era di tentato femminicidio, ma dopo la morte della donna il capo d’imputazione cambia e diventa femminicidio. L’uomo si trova in carcere.
La morte della 49enne lascia nello sgomento i quattro figli della coppia, due maschi e due femmine, due dei quali minorenni.
Il caso riporta ancora una volta al centro dell’attenzione il tema della violenza domestica e dei femminicidi, con una famiglia distrutta e chiamata a fare i conti con l’ennesima tragedia maturata tra le mura di casa.
Le indagini sono coordinate dalla procuratrice aggiunta Liliana Todaro e portate avanti dai carabinieri. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il contesto in cui è maturata l’aggressione e le cause delle frequenti liti tra marito e moglie.
Tra gli elementi al vaglio ci sarebbe anche l’ipotesi di una possibile separazione imminente, circostanza che dovrà essere verificata nel corso degli accertamenti. Gli inquirenti lavorano per chiarire ogni fase della vicenda, dal momento della lite all’aggressione, fino alla chiamata al 112 e all’arrivo dei soccorsi.