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01.09.2026

Privatizzazione Sac, Cisal Catania: “Un commissario può davvero vendere la maggioranza?”

di Redazione | 5 min di lettura

Lo Schiavo: “Tre nodi da chiarire prima della privatizzazione. Abbiamo anche formalizzato un’istanza di accesso agli atti al Commissario straordinario della Camera di Commercio, rimasta senza alcun riscontro”

Privatizzazione Sac, Cisal Catania: “Un commissario può davvero vendere la maggioranza?”
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“Un commissario straordinario può assumere da solo una decisione destinata a cambiare in maniera irreversibile il futuro di una delle infrastrutture più strategiche della Sicilia orientale?”. È la domanda posta dalla CISAL Catania sul percorso di privatizzazione della SAC e sulla prevista cessione della partecipazione di maggioranza della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso.

A intervenire è Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale della CISAL Catania, che individua tre questioni sulle quali, secondo il sindacato, occorre fare chiarezza prima che il processo di privatizzazione raggiunga un punto di non ritorno: i limiti del mandato commissariale, il principio di rappresentanza nelle decisioni sul patrimonio camerale e la durata della gestione straordinaria della Camera di Commercio.

A questi elementi si aggiunge un ulteriore aspetto che la CISAL ritiene significativo: un’istanza di accesso agli atti formalizzata il 29 luglio scorso al Commissario straordinario della Camera di Commercio che, secondo quanto riferisce il sindacato, sarebbe rimasta fino ad oggi senza alcun riscontro.

“Non vogliamo emettere sentenze né anticipare valutazioni che competono agli organi preposti – precisa Lo Schiavo –. Vogliamo però risposte, documenti e trasparenza. Quando si decide il futuro di un patrimonio di questa importanza, ogni dubbio deve essere chiarito prima e non dopo la vendita”.

Primo nodo: “Quali sono i limiti del mandato commissariale?”

Il primo interrogativo sollevato dalla CISAL riguarda l’estensione dei poteri del commissario straordinario Antonino Belcuore e la loro compatibilità con un’operazione destinata a modificare strutturalmente l’assetto proprietario della SAC.

“Una gestione commissariale nasce come fase straordinaria e temporanea – afferma Lo Schiavo – mentre la vendita della maggioranza di SAC produrrebbe effetti destinati a durare ben oltre il mandato del commissario. È quindi legittimo chiedere quali siano i presupposti che renderebbero necessario assumere proprio adesso una decisione di questa portata”.

Per la CISAL il punto non è soltanto formale. La cessione del controllo della società inciderebbe direttamente sul futuro degli aeroporti di Catania e Comiso, con conseguenze sul sistema produttivo, sull’occupazione, sul turismo, sulla mobilità e sullo sviluppo dell’intera Sicilia orientale.

“Se esistono ragioni tali da rendere questa scelta non rinviabile – prosegue il segretario provinciale – vengano illustrate pubblicamente e supportate dagli atti. Il territorio deve sapere perché non sia possibile attendere il ripristino degli organi ordinari della Camera di Commercio”.

Secondo nodo: “Il potere formale non può cancellare la rappresentanza”

Il secondo punto riguarda il principio di collegialità e di rappresentanza nelle decisioni che incidono sul patrimonio camerale.

Secondo la CISAL, anche laddove il decreto di nomina attribuisca al commissario i poteri degli organi sostituiti, resta aperta una questione sostanziale: l’opportunità e la portata dell’esercizio monocratico di tali poteri quando si tratta di una scelta strategica e difficilmente reversibile.

Una cosa è garantire l’ordinaria funzionalità dell’ente, altra cosa è decidere chi controllerà in futuro una società aeroportuale strategica – sottolinea Lo Schiavo –. Il tema della rappresentanza non può essere ridotto a una questione burocratica. Gli organismi camerali rappresentano il tessuto economico e produttivo del territorio e proprio questo rende necessario interrogarsi su chi debba assumere una decisione di tale rilevanza”.

La CISAL chiede quindi che venga chiarito il rapporto tra i poteri formalmente attribuiti al commissario e la natura straordinaria e temporanea del suo incarico, soprattutto davanti a una scelta patrimoniale destinata a vincolare anche la futura governance camerale.

Terzo nodo: “Perché vendere prima del rinnovo degli organi?”

Il terzo elemento posto dalla CISAL riguarda la durata del commissariamento della Camera di Commercio, iniziato nel 2023, e i tempi necessari alla ricostituzione degli organi ordinari.

“Più passa il tempo e più questa domanda diventa inevitabile – afferma Lo Schiavo –: perché una decisione così importante deve essere portata a compimento durante il commissariamento e non affidata agli organi rappresentativi una volta ricostituiti?”.

Secondo il sindacato, il protrarsi della fase straordinaria rende ancora più importante garantire che le decisioni strutturali e di lungo periodo siano accompagnate dalla massima trasparenza.

“Non attribuiamo intenzioni e non costruiamo processi alle intenzioni – precisa Lo Schiavo –. Chiediamo semplicemente di conoscere date, atti, passaggi amministrativi e motivazioni. La trasparenza è il modo migliore per eliminare qualsiasi dubbio”.

L’accesso agli atti rimasto senza riscontro

È proprio sul tema della trasparenza che la CISAL introduce un ulteriore elemento.

Abbiamo formalizzato un’istanza di accesso agli atti indirizzata al Commissario straordinario della Camera di Commercio e, ad oggi, non abbiamo ricevuto alcun riscontro – dichiara Lo Schiavo –. Questo è un fatto che per noi assume particolare rilevanza, perché dimostra che la richiesta di chiarezza non nasce oggi e non si limita alle dichiarazioni pubbliche”.

Per la CISAL, conoscere la documentazione relativa al percorso di privatizzazione è indispensabile per consentire una valutazione consapevole di un’operazione destinata a incidere sul futuro del sistema aeroportuale.

Abbiamo utilizzato gli strumenti formali a nostra disposizione e attendiamo ancora una risposta. Il silenzio non aiuta a dissipare dubbi e preoccupazioni, soprattutto quando si discute della possibile cessione della maggioranza di una società strategica”.

Cisal: “Prima gli atti, poi le decisioni irreversibili”

La CISAL Catania chiede pertanto che, prima di procedere ulteriormente, venga garantita piena trasparenza sull’intera procedura, sui poteri esercitati, sulle valutazioni poste alla base della privatizzazione e sulle ragioni che renderebbero necessario portare a termine l’operazione durante la gestione commissariale. Tra l’altro, la Cisal, chiederà tramite i propri legali chiarimenti in merito alla questione agli organismi giurisdizionali competenti.

Non siamo davanti alla vendita di un bene qualsiasi – conclude Giovanni Lo Schiavo –. Qui si decide il futuro di una delle principali porte d’ingresso della Sicilia. L’aeroporto di Catania significa lavoro, turismo, mobilità, investimenti e sviluppo. E insieme a Comiso costituisce un patrimonio strategico per tutto il territorio”.

Da qui l’appello finale del segretario provinciale della CISAL Catania: “Prima gli atti, prima la trasparenza e prima il pieno chiarimento dei poteri e delle responsabilità. Poi si potranno assumere decisioni. Se una nostra formale richiesta di accesso agli atti è rimasta senza riscontro, abbiamo una ragione in più per chiedere che si faccia chiarezza prima di compiere un passo irreversibile. Il futuro dell’aeroporto non può essere deciso lasciando domande senza risposta”.

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