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24.09.2026

STMicroelectronics, allarme sindacati sul Sic Campus: “Acqua garantita solo per il primo step, a rischio il pieno sviluppo”

di Redazione | 4 min di lettura

Fiom e Uilm dopo l’incontro al Mimit: per arrivare a 15mila wafer a settimana servono circa 800 metri cubi d’acqua l’ora. Scollo: "Non bastano rassicurazioni". Caramanna: "Progetti futuri e incertezze presenti, cautela d’obbligo"

STMicroelectronics, allarme sindacati sul Sic Campus: “Acqua garantita solo per il primo step, a rischio il pieno sviluppo”
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Il futuro del Sic Campus di STMicroelectronics a Catania e, in particolare, la disponibilità dell’acqua necessaria a sostenere il pieno sviluppo produttivo dell’impianto finiscono al centro delle preoccupazioni dei sindacati. Fiom Cgil e Uilm intervengono al termine dell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale hanno partecipato i vertici dell’azienda, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei governi nazionale e regionale.

Secondo quanto riferito dalla Fiom Cgil di Catania, il contratto sottoscritto tra STMicroelectronics e Sidra garantirebbe al momento l’approvvigionamento idrico necessario soltanto per il primo step del progetto Sic Campus, quello corrispondente a una produzione di circa 5mila wafer a settimana.

Il nodo dell’acqua: servirebbero 800 metri cubi l’ora

L’attuale contratto, secondo quanto appreso dal sindacato durante il confronto al Mimit, assicurerebbe circa 400 metri cubi d’acqua all’ora, sufficienti per sostenere la prima fase produttiva.

Per raggiungere l’obiettivo annunciato da STMicroelectronics di 15mila wafer a settimana, relativo al pieno sviluppo del grande impianto integrato per la produzione di chip in carburo di silicio, sarebbero invece necessari circa 800 metri cubi d’acqua l’ora. Per il secondo e il terzo step, sostiene la Fiom, al momento non ci sarebbero garanzie sufficienti.

“È una spiacevole sorpresa – dichiara Rosy Scollo, segretaria generale della Fiom Cgil di Catania –. Avevamo denunciato da mesi che, senza la certezza dell’approvvigionamento idrico, l’investimento sarebbe rimasto a rischio. Oggi scopriamo che quei timori erano fondati. Sidra ha tentato di rassicurare, ma di fatto, al momento, non è in grado di garantire i volumi necessari”.

Fiom: “Servono garanzie prima dell’accordo quadro”

Per la Fiom, in vista della sottoscrizione dell’accordo quadro sono necessarie garanzie concrete e non semplici rassicurazioni, soprattutto alla luce della rilevanza degli investimenti pubblici destinati al progetto.

“Queste condizioni – prosegue Scollo – non sono sufficienti per garantire un accordo di valore che assicuri l’intero percorso produttivo e, di conseguenza, tutti i posti di lavoro previsti”.

Il sindacato chiede inoltre chiarezza al Comune di Catania sugli oltre 7 milioni di euro ricevuti dalla Regione Siciliana e destinati agli interventi nella zona industriale, risorse che non riguarderebbero esclusivamente STMicroelectronics.

“Vogliamo sapere come queste somme vengono utilizzate e quale sia il cronoprogramma degli interventi. Su un’infrastruttura essenziale come l’acqua non sono più ammissibili ritardi o incertezze. Oltre alla propaganda servono garanzie, soprattutto quando sono in gioco posti di lavoro e ingenti finanziamenti pubblici”.

Assunzioni e lavoratori a tempo determinato

La Fiom pone anche il tema del futuro occupazionale dello stabilimento. La richiesta è che le assunzioni necessarie tra il 2027 e il 2029, destinate anche a sostituire i lavoratori che andranno in pensione, vengano effettuate attingendo dal bacino di personale attualmente impiegato in STMicroelectronics con contratti a tempo determinato.

“Attendiamo che l’azienda e le istituzioni locali coinvolte risolvano al più presto questa situazione e garantiscano che il percorso tracciato da un anno possa proseguire senza ulteriori ‘sorprese’. Sono in gioco posti di lavoro e lo sviluppo di un territorio che non può più aspettare”, conclude Scollo.

Uilm: “Sulle prospettive la cautela è d’obbligo”

Preoccupazioni vengono espresse anche dalla Uilm di Catania. Il segretario generale Giuseppe Caramanna giudica positivamente l’apertura del confronto ministeriale, ma invita alla prudenza sulle prospettive dello stabilimento etneo.

“È positivo che il nostro appello al confronto con azienda e istituzioni politiche sulle prospettive di Stm Catania, quindi di Catania, sia stato raccolto e oggi sia diventato realtà in sede ministeriale. Sulle prospettive del sito, però, la cautela è d’obbligo perché i progetti futuri devono ancora fare i conti con le incertezze presenti, come quelle sull’approvvigionamento idrico necessario allo sviluppo del Sic Campus”.

Uilm chiede garanzie su personale e salari

Durante il tavolo la Uilm ha sollecitato STMicroelectronics a fornire garanzie sulla tutela delle risorse umane, chiedendo che i programmi aziendali siano accompagnati da investimenti e nuove assunzioni, ma anche dalla ricollocazione dell’intero personale attualmente in servizio nello stabilimento e dalla salvaguardia dei livelli salariali.

Il sindacato ha inoltre proposto, nell’ambito dell’accordo quadro, l’introduzione del meccanismo dell’isopensione, con il riconoscimento di un assegno mensile ai lavoratori interessati dal prepensionamento fino al raggiungimento dei requisiti previsti dalla legge.

Secondo quanto riferito da Caramanna, l’azienda ha respinto la proposta, così come avrebbe escluso ipotesi di ricambio generazionale “padre-figlio”, con l’uscita di alcuni lavoratori e l’ingresso dei loro figli.

Nuovo confronto a fine ottobre

Il confronto sul futuro dello stabilimento catanese non si chiude con il tavolo ministeriale. Un nuovo incontro è previsto per la fine di ottobre, quando azienda, sindacati e istituzioni torneranno a discutere delle questioni ancora aperte.

“Confidiamo in un ripensamento su proposte di buon senso – conclude Caramanna –. Quelle che abbiamo rilanciato oggi nel corso dell’incontro in sede ministeriale”.

Il nodo centrale resta dunque quello delle infrastrutture necessarie a sostenere il pieno sviluppo del Sic Campus, insieme alle garanzie occupazionali e alla definizione dell’accordo quadro che accompagnerà il futuro dello stabilimento STMicroelectronics di Catania.

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