TRAPANI – Nell’estate 2025 si sta assistendo ad un calo di presenze nelle città balneari, in Italia e in Sicilia. Molti operatori turistici lamentano un modesto calo di presenze. É quanto emerso da alcuni dati dell’Osservatorio delle Destinazioni Balneari.
L’Osservatorio, in particolare, evidenzia:
I mercati tengono e in alcune destinazioni balneari segnano incrementi decisamente interessanti.
Lo specifica lo studio: occorre anche considerare che tali dati complessivi sono sostenuti dai connazionali che andranno al mare in giornata, per poi fare ritorno a casa in serata (che segnano un +1,9%).
Invece, per i clienti definiti “veri” turisti italiani che soggiorneranno lungo le nostre coste, almeno una notte durante l’estate caleranno di un significativo -4,1%.
Nell’estate 2025 i prezzi dell’intera filiera balneare italiana crescono in maniera più moderata rispetto all’ultimo biennio, portando la vacanza balneare a costare il 5,5% in più rispetto allo scorso anno; e il fatturato cresce anch’esso del +2,3%.
La diminuzione delle presenze è un trend che dovrà essere meglio studiato e valutato alla fine della stagione. Essa impone l’adozione di correttivi in campo nazionale, regionale e locale. Ci sarà bisogno anche di una riflessione in vista dell’adozione di nuove strategie.
Dallo studio, emergono anche alcuni dati positivi. Infatti, rivela che San Vito Lo Capo è al quinto posto tra le destinazioni balneari scelte dai turisti italiani e stranieri. Jesolo diventa la destinazione Regina dell’estate 2025, prendendo il posto di Rimini che si colloca in seconda posizione.
Per quanto riguarda invece la destinazione balneare percepita dagli italiani come quella più green e sostenibile, al primo posto ci sono Isole Egadi.
La presidente del Distretto Turistico Sicilia Occidentale, Rosalia D’Alì, afferma che “l’estate 2025 sarà ricordata, purtroppo, anche come una stagione segnata dal dramma degli incendi. Fenomeni che stanno devastando vaste aree del nostro patrimonio naturalistico. La nostra identità viene messa a dura prova anche l’immagine turistica della Sicilia Occidentale“.
“L’immagine della Sicilia che brucia danneggia profondamente il nostro posizionamento turistico e richiede risposte immediate. Chiediamo un impegno straordinario e concreto da parte delle istituzioni regionali e nazionali per affrontare, con risorse e azioni strutturate, l’emergenza ambientale e l’erosione del nostro brand turistico”.