Cerca nel sito

26.05.2026

L’I.C.”C.B. Cavour” di Catania in marcia per la Legalità con i suoi giovani ambasciatori di Pace

di Redazione | 4 min di lettura
L’I.C.”C.B. Cavour” di Catania in marcia per la Legalità con i suoi giovani ambasciatori di Pace
Indice

Le magliette bianche come fogli su cui scrivere il futuro, i colori della pace che sventolano nel cielo e, soprattutto, la forza di un messaggio che unisce la memoria all’impegno quotidiano.

Il 23 maggio, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, gli alunni delle classi quinte della scuola primaria dell’I.C. “C.B. Cavour”, accompagnati dalle maestre Irene Litico e Giusy Siniscalchi, hanno preso parte alla “Marcia della Legalità: Costruttori di Pace, costruttori di Democrazia” organizzata, così come ogni anno, dall’associazione CittàInsieme e dall’Agesci di Catania e che ha coinvolto quest’anno l’Associazione Magistrati, Libera, l’UniCt, varie scuole dell’hinterland cittadino di ogni ordine e grado e la società civile della città metropolitana Etnea.
Una manifestazione straordinaria per ricordare anche il giudice Paolo Borsellino e tutte le vittime di mafia, trasformando il dolore in cittadinanza attiva.

“Azione viva e concreta”

“Questi momenti di aggregazione e di apertura della comunità educante al territorio sono importanti ai fini dell’azione educativa che si fa viva e concreta. Quanto insegnato tra i banchi, esce dalle aule e si rende condiviso, compartecipato” afferma la Dirigente Scolastica Maria Gabriella Capodicasa.

Simboli della giornata scelti dagli alunni della Cavour sono stati l’ Albero della Legalità e le parole della memoria. Ogni bambina e ogni bambino ha sfilato indossando una maglietta speciale, decorata e scritta a mano durante le ore di lezione. Al centro di ognuna campeggiava l’Albero della Legalità, rappresentato fiorito per simboleggiare come le idee di giustizia continuino a germogliare e a dare frutti attraverso le nuove generazioni. Sulla stessa t-shirt si leggevano le frasi più celebri dei giudici Falcone e Borsellino, per mantenere viva la memoria dei loro insegnamenti e del loro immenso sacrificio per il bene della collettività.

Il marciare era cadenzato dal volteggiare dei sette nastri dei colori di Iride, animati dal gruppo che guidava la scolaresca catturando al contempo l’attenzione dei presenti sul grande Arcobaleno della Pace che dominava e abbracciava l’intero globo terrestre, simbolo di speranza e di unione globale, raffigurato sullo striscione portato in corteo.

Tra le mani, i piccoli cittadini stringevano una bandierina con i colori della pace, su cui spiccava il motto ideato per l’occasione: “Non c’è pace senza legalità, non c’è legalità senza pace”, divenuto slogan. Un binomio indissolubile che lega il rispetto delle regole alla serenità della convivenza civile. La marcia rappresenta il traguardo di un percorso durato cinque anni e che proseguirà nei prossimi tre anni del grado successivo di istruzione.

“Non un evento isolato”

La Dirigente Scolastica Maria Gabriella Capodicasa precisa: ”La partecipazione a questa marcia non è stata un evento isolato, ma la sintesi perfetta di un percorso di educazione alla legalità durato ben cinque anni.
Fin dal loro ingresso alla scuola primaria, questi bambini sono stati guidati dai docenti in un viaggio di scoperta dei valori della Costituzione, del rispetto reciproco, della solidarietà, dell’inclusione, della responsabilità e della Giustizia.
Hanno compreso che l’esercizio di questi valori nasce tra i banchi di scuola nei momenti in cui si difende il compagno più debole, si dice la verità, si compie il proprio dovere e si rispetta l’ambiente…
La marcia del 23 maggio ha rappresentato il culmine di questo cammino didattico e umano, il momento in cui la teoria appresa tra i banchi è diventata testimonianza reale e collettiva.
La presenza alla manifestazione delle professoresse Angela Arena e Lorella Mirabella ha simboleggiato il passaggio del testimone nella formazione dei piccoli studenti che si apprestano ormai dal prossimo anno a frequentare la prima classe della nostra Scuola Secondaria”.

Un megafono pacifico

La maestra Irene Litrico, referente alla Legalità aggiunge: “La marcia è stato un megafono pacifico: le magliette, le bandiere, i cartelloni, gli striscioni, e gli slogan realizzati dagli alunni dimostrano che la legalità è un’azione concreta.
Camminare insieme significa fare “rete”, sentirsi parte di una comunità che dice “no” all’indifferenza e “sì” al bene comune.
Ricordare Falcone e Borsellino non significa solo guardare al passato, ma dare gambe alle loro idee. Come diceva Falcone, “Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini“.
Oggi quelle gambe sono quelle, giovani e forti, dei nostri studenti.
I giovani sono la nostra società che cresce: le loro voci e i loro passi sono la più bella risposta alla criminalità.
Partecipare a una marcia pubblica insegna ai bambini che la scuola non è isolata dal mondo, ma è il luogo dove si formano i cittadini di domani, capaci di schierarsi apertamente contro l’ingiustizia e l’illegalità.
Associare la Legalità alla Pace aiuta i più piccoli a capire che le regole non sono imposizioni, ma lo strumento fondamentale per vivere liberi, sicuri e in armonia con gli altri”.

Vedere le classi quinte sfilare con entusiasmo. consapevolezza e fierezza dimostra che la scuola ha piantato semi profondi. Quegli alberi fioriti sulle loro magliette sono il segno visibile di una generazione che cresce con la cultura della legalità nel cuore.

Ancora una volta con i loro slogan, i loro disegni e i loro sorrisi, i bambini della scuola Cavour hanno lanciato un messaggio forte e chiaro alla cittadinanza: la legalità è il seme da coltivare ogni giorno per costruire un mondo migliore, giusto e solidale.

Foto

16:33