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21.11.2017

Famiglia di Santa Maria di Gesù, “il bacio” e un rituale lungo oltre 30 anni: tutti i dettagli

di Redazione | 2 min di lettura
Famiglia di Santa Maria di Gesù, “il bacio” e un rituale lungo oltre 30 anni: tutti i dettagli

PALERMO – Ci sono voluti quasi sei anni di indagini, 3 operazioni antimafia, (Torre Dei Diavoli, Brasca, Bingo Family), ma alla fine i carabinieri del Ros di Palermo hanno smantellato la famiglia di Santa Maria di Gesù.

Le intercettazioni hanno portato all‘arresto di 27 persone (17 portati in carcere e 10 agli arresti domiciliari); ma soprattutto a scoperchiare un vaso di pandora che conteneva informazioni segretissime, trapelate solo molto tempo fa, grazie a qualche sporadica dichiarazione rilasciata dai pentiti degli anni ’90.

I mafiosi, a Palermo e non solo, sono tanti e ben organizzati. Sono decisi, precisi e hanno un valore delle regole assoluto.

Fondamentale per ricostruire tutti i procedimenti è stata l’indagine anche sull’elezione e il governo di Stefano Bontade, detto il principe di Villagrazia e/o il Falco, storico capofamiglia del mandamento, poi ucciso il 23 aprile 1981.

Lui deteneva un potere assoluto e nessuno si sognava di disubbidirgli. Le elezioni venivano effettuate anche ai suoi tempi, ma venivano considerate un semplice “pro forma” dato il ruolo egemone che l’uomo deteneva.

 

Dopo Bontade, morto a causa di un agguato per via di alcune “incompatibilità” sulla gestione del denaro accumulato nella cassa mafiosa, si decise di proseguire con delle vere elezioni, nell’ultima delle quali, avvenuta in un ristorante il 10 settembre del 2015, Giovanni Greco divenne il capo.

Da quel momento le regole furono sempre più rigide e stringenti. La famiglia si riorganizzava, rinasceva e rinvigoriva di vita nuova con altri vertici. Il dato agghiacciante è che per farlo veniva rispettata perfettamente l’organizzazione politica: prima la propaganda, poi le votazioni e alla fine le elezioni.

Il tutto accadeva in un ristorante, a voto palese, per “alzata di mano”, perché “gli amici”  dovevano sapere bene quale fosse la posizione dei vari affiliati.

La propaganda era una cosa seria, con tanto di aiuto e selezione su chi doveva farla.

Poi chi veniva eletto sceglieva personalmente i suoi “collaboratori al vertice”: sottocapo e consigliere

Per essere precisi, erano presenti almeno 12 uomini d’onore quando Giuseppe Greco venne confermato reggente mentre Natale Giuseppe Gambino e Gaetano Messina sono diventati rispettivamente sottocapo e consigliere.

Ottennero, invece, la carica di capodecina sia Francesco Pedalino, sia Mario Taormina.

Tutto svolto secondo dei riti precisi, l’organizzazione non ha mai dimenticato l’importanza della “famiglia” e dei loro appartenenti. Ecco perché, chi veniva arrestato, continuava a essere sostenuto dall’organizzazione, attraverso le estorsioni praticate con la violenza.

 

Parliamo di personalità riconosciute anche all’esterno dell’associazione, infatti, alcuni imprenditori hanno fatto ricorso agli indagati per ottenere la commissione di lavori presso terzi

Erano i più giovani o comunque i meno influenti che avevano il compito di andare su strada a effettuare il “lavoro sporco”, ma qualche volta venivano accompagnati da quelli che erano davvero potenti.

 

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