"Rimarremo qui - afferma il sindaco Di Stefano - almeno fino a quando la Regione non delibererà i fondi per la progettazione del nuovo ospedale"
Trasferimento degli uffici di rappresentanza del sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano,
davanti all’ospedale Vittorio Emanuele della città nissena. Un gesto di protesta a cui hanno aderito anche gli assessori della sua giunta, insieme alla presidente del consiglio comunale Paola Giudice e ai consiglieri di maggioranza.
L’iniziativa nasce per “contestare il continuo depotenziamento del nostro nosocomio e il definanziamento dei fondi che erano previsti per il nuovo ospedale”. Le attività istituzionali saranno concentrate nella sede simbolica.
“Rimarremo qui – afferma il sindaco Di Stefano – almeno fino a quando la Regione non delibererà i fondi per la progettazione del nuovo ospedale, non definirà il protocollo con Eni per il trasferimento delle aree del nuovo ospedale e fino a quando l’assessore regionale non darà risposte sul potenziamento dell’attuale ospedale”. Il governo regionale ha escluso il definanziamento.
“Siamo qui – ha aggiunto – per tre motivi ben precisi. Il primo deve essere firmato urgentemente il protocollo tra Asp ed Eni per il terreno, anche perché anche lì c’è tutto un iter da seguire che ancora è lungo. Il secondo è che la giunta regionale con il presidente Schifani debba preservare dagli Fsc almeno i 10 milioni di euro che servono per la progettazione del nuovo ospedale. E terzo, le risposte alle domande che facciamo da due anni: come far ripartire l’ospedale Vittorio Emanuele in attesa del nuovo ospedale. Sull’incontro con l’assessore regionale alla Salute, Caruso, il sindaco ha detto di “esserci andato perché era giusto” per “rappresentargli quello che non viene fatto, per rappresentare che un direttore generale che ha come unico scopo quello di tenere in vita gli ospedali, quello di rilanciarlo, quello di fare l’impossibile, ma non lo sta facendo”.
“Ci aspettavamo una risposta – ha osservato Di Stefano – sono passate oltre due settimane, questa risposta non è arrivata ma lo capiamo. C’è una questione anche politica che riguarda la sanità e che sta bloccando tutto in previsione delle nuove regionali. Noi non possiamo aspettare tutto questo tempo”.