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29.07.2026

Colonia felina di Mascali, il Tar dà ragione alle associazioni

di Redazione | 3 min di lettura

Il Tar di Catania annulla il diniego del Comune di Mascali al rinnovo del tutore della colonia felina di via Simone Neri. Le associazioni chiedono l’esecuzione della sentenza

Colonia felina di Mascali, il Tar dà ragione alle associazioni
Indice


Le associazioniLe Aristogatte” ETS/ODV, “Teg4Friends” ODV, “L.I.D.A.” ODV – sezione di Catania e l’Ente di Tutela Animale (E.T.A.) “L’Altra Zampa” ODV annunciano con soddisfazione la vittoria del ricorso dinanzi al TAR Sicilia – Catania (sentenza n. 1329/2026) in materia di tutela di una colonia felina nel territorio del Comune di Mascali.

La vittoria delle associazioni

La decisione, che ha annullato il diniego comunale al rinnovo della nomina del tutore della colonia felina di via Simone Neri, rappresenta un importante riconoscimento del ruolo dei volontari e delle realtà associative nella protezione degli animali d’affezione.

Le associazioni sono intervenute in giudizio portando l’esperienza maturata sul territorio e le finalità statutarie di protezione degli animali e di corretta gestione delle colonie feline. Esse rivendicano che l’attività volontaria di accudimento e alimentazione degli animali costituisce espressione concreta dei doveri inderogabili di solidarietà di cui all’art. 2 Cost. e di una cittadinanza attiva che l’ordinamento non può ostacolare con divieti irragionevoli o punitivi rivolti a chi si prende cura degli esseri senzienti più fragili.

La violazione dei diritti

Le associazioni sottolineano che i divieti o gli ostacoli posti ai volontari nel dare da mangiare agli animali di colonia integrano una grave violazione degli artt. 2 e 3 Cost., perché colpiscono in modo discriminatorio chi svolge attività solidaristica, e degli artt. 23 e 97 Cost., quando si traducono in obblighi o sanzioni privi di una base legale chiara e di una motivazione ragionevole e imparziale. Tali condotte amministrative contrastano, inoltre, con l’art. 118, ultimo comma, Cost., che impone alle istituzioni di favorire, e non reprimere, l’iniziativa autonoma dei cittadini singoli e associati nello svolgimento di attività di interesse generale, tra cui rientra a pieno titolo la tutela del benessere animale.

Le associazioni per il tramite dei loro legali l’avv. Gaetana Cipolla e Margherita Mannino evidenziano che le decisioni delle amministrazioni devono essere adottate nel rispetto delle garanzie partecipative e della normativa di settore, non possono ridursi a scelte arbitrarie, ma devono essere orientate al benessere degli animali, riconosciuti come esseri senzienti.

Felini deceduti e dispersi

Il Tar ha dichiarato l’illegittimità dell’iter amministrativo adottato dal Comune nell’adozione del provvedimento che ha sostituito improvvisamente, il tutore storico che da oltre otto anni accudiva i felini presenti sul territorio Comunale, estromettendolo dalla gestione della colonia felina di via Simone Neri composta da circa 65 gatti. Ciò è avvenuto senza alcuna preventiva comunicazione e senza alcuna comunicazione alle associazioni animaliste ma soprattutto senza valutare le ripercussioni negative sul benessere etologico dei felini privati improvvisamente di un loro punto di riferimento. Purtroppo, in questa triste vicenda ben 4 felini sono deceduti e circa 17 risultano dispersi

Il danno arrecato

Le associazioni non condividono la scelta del Comune che ha estromesso improvvisamente ed ingiustificatamente il tutor senza prevedere una collaborazione al fine del benessere degli animali e l’adozione di soluzioni meno drastiche, come l’affiancamento al tutor di ulteriori volontari, arrecando in tal modo agli stessi un gravissimo danno etologico.

Tornare a riabbracciare i felini

Le associazioni evidenziano, infine, che alla data odierna il Comune di Mascali non ha ancora adempiuto spontaneamente a dare esecuzione alla sentenza, con il risultato che ogni giorno che passa è un giorno in più in cui al tutor è negato il diritto di tornare a riabbracciare i felini che ha accudito amorevolmente per oltre otto anni, spezzando senza ragione un legame di cura e responsabilità che appartiene all’intera comunità.

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