"Gravi carenze di personale e da sistemi di sorveglianza spesso inadeguati"
“Non può che definirsi allarmante la situazione dei musei e dei parchi archeologici siciliani, segnati da gravi carenze di personale e da sistemi di sorveglianza spesso inadeguati. Il caso del museo regionale Accascina di Messina è emblematico, ma purtroppo non isolato“. Questo è quanto affermato dal presidente di Italia Nostra Sicilia, Nella Tranchina, e dal vicepresidente Leandro Janni.
“Ad essere esposto a rischi crescenti è l’intero patrimonio culturale dell’Isola. Emergono, con sempre maggiore evidenza, criticità che riguardano organici insufficienti, aperture limitate o condizionate dalla mancanza di personale, impianti d’allarme obsoleti o non collegati alle forze dell’ordine, assenza di adeguati sistemi di videosorveglianza e strutture che rimangono chiuse al pubblico per lunghi periodi”.
“Il Museo dei relitti greci di Gela è chiuso per l’impossibilità di garantire la vigilanza con il personale attualmente disponibile, mentre il ricchissimo Museo archeologico regionale, chiuso da quattro anni per lavori di consolidamento e ristrutturazione, non ha ancora riaperto per analoghe carenze di personale”.
“Notevoli criticità – spiegano Tranchina e Janni – interessano anche il Parco archeologico di Morgantina e la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. Inoltre, Palazzo Mirto a Palermo è chiuso al pubblico dal 2023, mentre al Museo Salinas il primo e il secondo piano risultano inaccessibili a causa di carenze organizzative e di organico. Chiuso da anni anche il Museo Regionale Interdisciplinare di Caltanissetta, interdetto al pubblico per lavori di manutenzione straordinaria e anch’esso con personale insufficiente”.
“Ancora più preoccupante – dichiarano – è il quadro relativo alla sicurezza dei quattordici parchi archeologici siciliani, molti dei quali presentano impianti d’allarme obsoleti o non collegati alle forze dell’ordine. Nell’agosto 2026, a seguito di una visita ispettiva, sono state inoltre segnalate gravi carenze nei sistemi di protezione dell’Antiquarium Pirro Marconi di Himera, dove sono custoditi preziosi reperti archeologici“.
“È un quadro inaccettabile, che richiede interventi urgenti e una strategia complessiva per la gestione, la sicurezza e la valorizzazione dei beni culturali siciliani. Il Governo siciliano si attivi senza ulteriori ritardi e predisponga un piano straordinario per la sicurezza dei musei e dei parchi archeologici, affrontando in maniera strutturale le carenze di personale e le insufficienze delle infrastrutture di protezione”.