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20.08.2018

Scuole in Sicilia non a norma e a rischio sismico, ma riapriranno lo stesso: fondi di manutenzione ancora bloccati

di Redazione | 1 min di lettura
Scuole in Sicilia non a norma e a rischio sismico, ma riapriranno lo stesso: fondi di manutenzione ancora bloccati

PALERMO – Scuole in Sicilia fatiscenti e insicure. A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, molti edifici non risultano in sicurezza. Perché? La Regione non ha ancora stanziato i fondi per la manutenzione degli edifici.

Non basta quanto già accaduto all’inizio dell’anno a Bagheria (Palermo). Sta per arrivare il primo suono della campanella dell’anno scolastico 2018-2019, ma le aule, le palestre, i corridoi, non saranno tutti a norma.

Vincenzo Figuccia, deputato all’Assemblea regionale siciliana e leader del movimento Cambiamo la Sicilia, ha dichiarato che non tutti gli edifici scolastici sono a norma. Questo è quanto confermato anche dal neosindaco di Messina, Cateno De Luca, che ha chiuso le scuole fino a quando non saranno accertate le condizioni di sicurezza. Le stesse richieste arrivano anche dal Codacons.

I soldi per i lavori sono ancora bloccati, ma solo un istituto su 4 rispetta i criteri antisismici. Quasi 8 istituti su 10 sono ubicati in zone a importante rischio sismico. Così Figuccia, per sostenere la causa, si impegna ad aprire un’indagine civica nazionale con il sostegno di comitati, genitori, alunni, docenti e quanti vogliano aggregarsi alla proposta.

L’assessore alla Pubblica Istruzione e Formazione, Roberto Lagalla, rifiuta la richiesta di chiudere gli istituti. Le scuole siciliane, infatti, riapriranno come previsto il 12 settembre. L’assessore afferma di essere già al lavoro per la tutela della sicurezza di studenti e insegnanti, nonché per garantire un anno scolastico sereno.

Ad oggi, tuttavia, nonostante la maxi progettazione triennale da 272 milioni di euro sia stata varata da Palazzo d’Orléans, i fondi sono bloccati a causa del mancato il decreto di cofinanziamento della porzione a carico della Regione di 82 milioni di euro.

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