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11.04.2017

Palermo, suicida secondino del Pagliarelli: “Sistema carcerario porta a questo”

di Redazione
Palermo, suicida secondino del Pagliarelli: “Sistema carcerario porta a questo”

PALERMO - Depressione e malinconia, l'incessante tormento di non essere all'altezza del proprio ruolo. Così un agente di polizia penitenziaria ha deciso di togliersi la vita impiccandosi nella sua abitazione di Marsala.

Un lavoro del genere non è certo facile, il 48enne, padre di due figli, non ha sostenuto il peso ed è crollato a livello psicologico, dopo essere stato richiamato più volte per scarso rendimento. Questa è principalmente la ragione presunta del tragico gesto. Era in servizio all'istituto penitenziario Pagliarelli di Palermo.

Sgomento, dolore e rabbia è ciò che provano tutti i colleghi, che si sono stretti alla famiglia in segno di cordoglio. Quello che c'è a monte, però, sembra essere un sistema carcerario che non funziona: i posti di lavoro dovrebbero essere forniti di centri di supporto psicologico per chi affronta questo tipo di situazioni, al fine di prevenire gesti di tale gravità che sono costati la vita all'uomo 48enne.

Apposite leggi non sono bastate, evidentemente, a cambiare questo sistema. A dirlo è Pompeo Mannone, segretario generale della Federazione Nazionale della Sicurezza della Cisl: "Bisogna pensare e agire in termini strutturali e non episodici, con una rivisitazione seria dell'intero sistema penale. La Penitenziaria opera troppo spesso in condizioni proibitive con detenuti ostili e si ha a che fare con tragici fatti di questo tipo. Chiaro è che lo stress psico-fisico è enorme per chi fa questo lavoro, a volte centri specialistici non bastano. Apprendiamo con dolore questa tragedia che ha portato via un nostro collega".

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