PALERMO – I giudici di Bologna hanno espresso il loro parere sulle condizioni di salute fisica e psichica di Riina: “non potrebbe ricevere cure e assistenza migliori in un altro reparto ospedaliero ossia nel luogo in cui ha chiesto di fruire della detenzione domiciliare“. Tutto è stato scritto nell’ordinanza con cui è stata rigettata l’istanza di differimento di pena.
Nell’ordinanza, pubblicata dal tribunale di Sorveglianza di Bologna, si evince inoltre che l’assoluta tutela del diritto alla salute del detenuto sia affidata a Parma.
Il boss di Cosa Nostra, per oltre un anno e mezzo, è stato assistito giornalmente da un fisioterapista in un reparto detentivo ospedaliero dotato di tutti i presidi medici e assistenziali necessari alla cura di una persona anziana.
Inoltre, durante un colloquio video registrato avvenuto lo scorso 27 febbraio con la moglie Antonietta Bagarella, Totò Riina avrebbe affermato nel pieno delle sue volontà: “Io non mi pento… a me non mi piegheranno. Io non voglio chiedere niente a nessuno… mi posso fare anche 3.000 anni di carcere, no 30 anni”.