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12.09.2026

In attesa di… Catania – Scafatese: continuare così è d’obbligo…

di Concetto Sciuto | 4 min di lettura
In attesa di… Catania – Scafatese: continuare così è d’obbligo…
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Continuare così è d’obbligo….

Se sulla carta, e solo su quella, oggi pomerigggio ci sarà un incontro utile per sperare di dare continuità alla vittoria contro il Cosenza, e incassare tre punti indipensabili per ridurre il distacco dalle prime dopo una partenza da record negativo, questa sarà Catania – Scafatese. Ma sappiamo che una componente inalienabile del calcio, che lo rende uno dei giochi più belli al mondo (almeno prima del business scellerato), sicuramente è l’imprevidibilatà del risultato, questo soprattutto quando ci sono forze in campo sbilanciate o così sembrerebbe. La storia di questo sport è zeppa di risulti che stravolgono tutti i pronostici, anche i più disarmanti nella loro prevedibilità ed è giusto che metta le mani avanti Mister Longo nel dire che l’avversasrio non è per nulla semplice. Anzi.Eppure, da lunedì, qualcosa si muove a livello di gioco e tra i vari reparti adesso più coesi e meno “allo sbando” rispetto alle prime gare, e non solo per i quattro gol e la buona prestazione. Gli innesti sembrano motivati e chi è rimasto l’ha fatto con il desiderio di continuare a giocare in una piazza importante e magari per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, forse prima con sé stesso. Poi, non diciamo nulla di nuovo sul potere taumaturgico della vittoria che azzerra tutto o…quasi. Sì, perché la spada di Damocle dei punti di penalizzazione sta sempre lì a ricordarcil le troppe “distrazioni” estive tra operatività interna ed…esterna con una comunicazione ridotta all’essenziale in antitesi ai primi anni. E su questo non c’è nessuna vittoria che può fare mettere le cose a tacere.

Le statistiche di Mariano Mascena

Catania-Scafatese, la prima volta al Massimino.
Ma per Zeoli sarà soprattutto un ritorno a casa

Non ci sono precedenti, e già questa è la prima statistica di Catania-Scafatese. Sabato 12 settembre, alle 18, il “Massimino” ospiterà infatti il primo confronto ufficiale tra le due società, una circostanza piuttosto rara per due club con una storia tanto lunga alle spalle. Le loro strade avrebbero dovuto incrociarsi quasi ottant’anni fa, nel campionato di Serie C 1948-49: la partita era prevista per il 23 gennaio 1949, ma non si disputò perché la Scafatese si era ritirata dal torneo dopo appena dodici gare. Quello che la storia aveva soltanto sfiorato allora diventerà dunque realtà domani, alla quarta giornata del girone C di Serie C.

Il tema più suggestivo della partita di domani è il ritorno di Michele Zeoli. Dopo l’esonero di Giovanni Ferraro (altro ex), la Scafatese ha affidato temporaneamente la prima squadra a Facciolo, ma il tecnico deve scontare anche contro il Catania la seconda giornata di squalifica rimediata nel precedente campionato Primavera. Toccherà così ancora a Zeoli dirigere la squadra a bordo campo. Per lui, però, Catania non è una trasferta come le altre.

Zeoli appartiene a quella particolare categoria di ex per i quali la definizione rischia quasi di essere riduttiva. Arrivò a Catania da calciatore nel 2000 e vi rimase quattro stagioni, due in Serie C1 e due in Serie B, totalizzando 100 presenze di campionato e cinque reti. Fu uno degli uomini della promozione conquistata nel 2002, quella del 9 giugno a Taranto, una delle giornate rimaste nell’immaginario collettivo rossazzurro. Difensore ruvido, affidabile, poco incline ai fronzoli, diventò uno dei volti di quel Catania che riuscì a risalire in cadetteria dopo quindici anni.

Ma il secondo capitolo del rapporto tra Zeoli e Catania è ancora più recente. Tornato in rossazzurro nello staff tecnico nel 2022, fu il vice di Giovanni Ferraro nella stagione della rinascita, quella della Serie D vinta praticamente senza discussione. Nel 2023-24 guidò inizialmente la Primavera, fu poi promosso ad interim dopo l’esonero di Luca Tabbiani e, dopo il successivo ritorno e addio di Cristiano Lucarelli, ricevette la responsabilità della prima squadra fino alla conclusione della stagione. Il 2 aprile 2024 arrivò il momento più importante della sua carriera da allenatore: il Catania ribaltò al Massimino il 2-1 dell’andata contro il Padova, vinse 4-2 dopo i supplementari e conquistò la Coppa Italia di Serie C. Una coppa alzata in una stagione tormentata, che consentì agli etnei di partecipare ai playoff e che legò ulteriormente il suo nome alla storia rossazzurra.

Il filo degli ex, peraltro, non termina con Zeoli. Nella rosa della Scafatese c’è Michele Emmausso, che con il Catania disputò otto partite nel campionato di Serie C 2020-21 senza trovare il gol, prima di trasferirsi al Lecco. C’è anche Loris Bacchetti, la cui parentesi etnea fu molto più breve: una presenza nella stagione 2015-16, prima del passaggio al Monopoli. Due trascorsi certamente meno significativi rispetto a quello di Zeoli, ma sufficienti per aggiungere altri incroci personali a una partita che, paradossalmente, non possiede ancora una propria storia.

C’è infine una curiosità che riguarda l’arbitro. A dirigere sarà Erminio Cerbasi di Arezzo, che ha già incrociato il Catania due volte e sempre con lo stesso risultato: 1-1 contro il Monterosi Tuscia nell’ottobre 2023 e 1-1 contro il Potenza il 19 aprile scorso. Per Cerbasi sarà invece il primo incontro con la Scafatese.

Sarà dunque una prima volta sotto molti punti di vista. La prima sfida ufficiale tra Catania e Scafatese, il primo vero capitolo di una storia che nel 1949 rimase soltanto sulla carta e, soprattutto, il ritorno al Massimino di un uomo che quello stadio lo ha conosciuto da calciatore, collaboratore tecnico e allenatore. Domani Michele Zeoli entrerà dall’ingresso riservato agli avversari. Ma per raccontare Catania-Scafatese sarà difficile considerarlo un ex come tutti gli altri.

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