Il deputato regionale annuncia la decisione dopo aver appreso i fatti specifici dell’indagine che lo riguarda: «Sono certo di poter chiarire a breve la mia posizione».
L’inchiesta della Procura di Palermo su presunti episodi di corruzione legati alle autorizzazioni ambientali regionali coinvolge anche il deputato Giuseppe Geremia Lombardo. Nell’ambito dello stesso procedimento, i magistrati hanno chiesto l’arresto dell’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao e misure cautelari per altre otto persone. Le richieste sono sottoposte alla valutazione del giudice e non equivalgono a provvedimenti già eseguiti.
È in questo contesto che Lombardo ha annunciato le dimissioni da componente delle commissioni Bilancio e Sanità, spiegando di voler compiere un passo indietro per rispetto delle istituzioni e dell’autorità giudiziaria.
«Apprendo solo in data odierna dei fatti specifici oggetto di indagine nei miei confronti. Allo stato non ho ancora avuto la possibilità di visionare gli atti», dichiara il parlamentare.
Lombardo si dice convinto di poter fornire i chiarimenti necessari: «Sono certo, però, che potrò chiarire a breve la mia posizione, consapevole di aver sempre orientato la mia attività pubblica e privata a criteri di correttezza ed onestà».
La scelta riguarda gli incarichi nelle due commissioni parlamentari. Il deputato la definisce una decisione «non facile», maturata «in ossequio allo spirito che ha sempre contraddistinto il mio agire politico».
Nelle motivazioni, Lombardo richiama il delicato lavoro delle istituzioni, impegnate in questi giorni nell’approvazione del disegno di legge sulle variazioni di bilancio. Le dimissioni, spiega, nascono dal «profondo rispetto» per gli organismi dei quali fa parte e per l’autorità giudiziaria, «oggi chiamata a valutare il mio operato e nei cui confronti ripongo, come sempre, assoluta fiducia».
Gli accertamenti della Procura riguardano presunti fatti corruttivi connessi all’attività della Commissione tecnica specialistica regionale, guidata da Armao fino allo scorso agosto. Nell’ambito dell’indagine sono state disposte perquisizioni nell’abitazione e negli studi dell’ex vicepresidente della Regione, oltre che in alcuni uffici regionali.