Secondo la Procura di Palermo, i pagamenti sarebbero stati mascherati da compensi per consulenze mai svolte. Chiesta la custodia cautelare in carcere per l’ex vicepresidente della Regione.
Autorizzazioni per le energie rinnovabili, un impianto di trattamento dei rifiuti e biometano, convenzioni per le cure palliative. Sono questi i tre ambiti al centro delle accuse di corruzione nei confronti di Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana, per il quale la Procura di Palermo ha chiesto l’arresto.
Secondo gli inquirenti, Armao avrebbe sfruttato gli incarichi di esperto del presidente della Regione Renato Schifani e di presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali per favorire alcuni operatori privati in cambio di denaro.
Un ruolo di intermediazione sarebbe stato svolto dall’avvocato Pierluigi Matta. Nella ricostruzione accusatoria, le somme sarebbero state versate sul suo conto tramite bonifici, formalmente come compensi per consulenze che i pm ritengono mai effettuate.
Matta avrebbe poi prelevato il denaro e lo avrebbe consegnato in contanti ad Armao.
La prima contestazione riguarda il gruppo Cva, società valdostana attiva nel settore delle energie rinnovabili. Armao avrebbe ricevuto denaro, in più occasioni, da Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile, indicati rispettivamente come amministratore delegato e co-direttore del gruppo. Per entrambi la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari.
Secondo i magistrati, Armao avrebbe agevolato i contatti dei vertici aziendali con gli uffici regionali, in particolare con i Dipartimenti dell’Ambiente e dell’Energia.
Si sarebbe inoltre adoperato per accelerare le pratiche sottoposte alla commissione da lui presieduta, relative alla valutazione di impatto ambientale e al provvedimento autorizzativo unico regionale, intervenendo anche sulla scelta dei funzionari cui assegnare i procedimenti.
Il secondo episodio riguarda un progetto nel Comune di Aragona, nell’Agrigentino, per la realizzazione di un impianto destinato alla selezione dei rifiuti e alla produzione di biometano.
In questo caso, i presunti favori sarebbero stati rivolti a Sergio Vella, titolare della Seap Bio Energy srl. Sempre attraverso Matta, Armao avrebbe individuato i funzionari incaricati dell’istruttoria propedeutica alla valutazione di impatto ambientale.
In cambio avrebbe ricevuto una tangente, anche questa volta presentata come pagamento di una consulenza a Matta e successivamente trasferita in contanti.
La terza contestazione interessa il settore delle cure palliative. Secondo l’accusa, Armao, nella veste di esperto del presidente della Regione, avrebbe ricevuto 6 mila euro per esercitare pressioni sull’allora dirigente dell’assessorato alla Salute Salvatore Iacolino.
L’obiettivo sarebbe stato bloccare il decreto che ampliava il numero degli operatori convenzionati, favorendo così la Samo onlus, attiva nel settore.
Per questo episodio Armao è indagato insieme a Matta, cui viene attribuito il ruolo di intermediario, e al presidente della onlus Luigi Zancla, per il quale sono stati chiesti gli arresti domiciliari.
Le ricostruzioni della Procura restano ipotesi accusatorie da verificare.