Era stata esclusa dal concorso per 983 allievi marescialli della Guardia di Finanza per aver utilizzato i servizi igienici durante la prova scritta, in violazione del divieto previsto nelle prime due ore.
La candidata, una giovane palermitana, ha però impugnato il provvedimento e il Tar del Lazio ha accolto il ricorso, annullando l’esclusione e disponendo la ripetizione della prova davanti a una commissione in diversa composizione.
Il caso nasce dalle modalità con cui si sono svolte le operazioni concorsuali. Le istruzioni prevedevano il divieto di allontanarsi dall’aula e di utilizzare i servizi igienici nelle prime due ore dall’inizio della prova.
Quel giorno, però, le operazioni preliminari sono iniziate alle 11.20, mentre la prova scritta è effettivamente cominciata alle 12.58. Secondo quanto sostenuto nel ricorso, presentato dagli avvocati Francesco Leone e Simona Fell, il divieto si sarebbe quindi protratto per quasi quattro ore dall’avvio delle procedure.
Durante la prova, trascorse quasi tre ore dall’inizio delle operazioni, la candidata ha chiesto di poter utilizzare i servizi igienici, segnalando l’urgenza della necessità. Dopo essere stata informata che l’uscita dall’aula avrebbe comportato l’esclusione, ha comunque lasciato il locale ed è stata estromessa dal concorso.
Un ulteriore elemento preso in considerazione dal Tar riguarda il numero degli esclusi. Nella stessa giornata, altre 19 persone sono state estromesse per la medesima ragione, portando a 20 il totale dei candidati esclusi.
Il Tar Lazio ha quindi annullato l’esclusione della giovane palermitana e ordinato all’amministrazione di farle ripetere la prova davanti a una commissione composta diversamente.