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19.07.2026

Al Platamone Guglielmino reinterpreta con passione il Bell’Antonio di Brancati

di Redazione | 2 min di lettura

La storia umana e psicologica dell'apparente sciupafemmine Antonio Magnano per tutti il "Bell'Antonio"

Al Platamone Guglielmino reinterpreta con passione il Bell’Antonio di Brancati

La storia umana e psicologica dell’apparente sciupafemmine Antonio Magnano per tutti il “Bell’Antonio“, interpretato da un convincente Alfio Belfiore, sul palco del Platamone davanti ad una platea gremita, viene raccontata dall’attore, regista e drammaturgo Salvatore Carmine Guglielmino autore dell’approfondita rilettura del  romanzo più famoso di Vitaliano Brancati.

Per la rassegna Palcoscenico Catania nell’ambito del progetto “Il teatro e il mito in periferia“ il “Bell’Antonio – l’ombra del padre” moderno atto unico, dalla scenografia essenziale arricchita da un attento gioco di luci, sottolinea il dovere del maschio siculo, obbligatoriamente amante focoso e passionale come il gallismo brancatiano racconta, che nella piecè è la più grande debolezza del Bell’Antonio che si scontra nell’impossibilità di corrispondere al modello paterno trasformando il rapporto padre figlio in una fonte di sofferenza e di perdita della propria identità.

L’estrema mascolinità vantata dal padre Alfio Magnano, interpretato con garbo e passione dallo stesso Guglielmino, è lo specchio sociale dove il limite tra vita privata e vita pubblica si annullano diventando argomento di scherno e di emarginazione in un contesto estremamente chiuso e conservatore.

Tutta l’azione drammaturgica si muove attorno alla figura di Salvatore Carmine Guglielmino e Alfio Belfiore, padre e figlio, che dopo la vergogna dell’annullamento del matrimonio dell’unico figlio maschio dalla sacra rota per mancata consumazione con la giovane ed ancora illibata Barbara Puglisi, un’ottima Laura Sfilio, figlia del notaio Puglisi, il sempre bravo Franco Colaiemma, non si dà pace per la disgrazia abbattutasi sulla sua famiglia non ammettendo l’impotenza del figlio cerca di trovare una soluzione che purifichi l’onore macchiato dei Magnano.

Importante le due donne interpretate con cura dalla coinvolgente Marta Limoli che riesce a dare vita a diversi e più ruoli come la madre del bell’Antonio e la madre della giovane Barbara dando forza ad ogni singola battuta e gesto in tutti i diversi ruoli.

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