Fonti pachistane citate dalla Reuters confermano i progressi: "Ci siamo quasi, chiuderemo la questione molto presto"
Fonti pachistane citate dalla Reuters confermano i progressi: “Ci siamo quasi, chiuderemo la questione molto presto”. Borse euforiche, petrolio in caduta libera sotto i 100 dollari. Ma Teheran smorza gli entusiasmi: l’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito, citando una “fonte ben informata”, che “la proposta degli americani contiene diverse clausole inaccettabili”.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che Washington sta cercando di ottenere la “resa” di Teheran attraverso una “nuova strategia” volta a “distruggere la coesione del Paese”. “Il nemico, nella sua nuova strategia, cerca, attraverso un blocco navale, pressioni economiche e manipolazione dei media, di distruggere la coesione del Paese per costringerci alla resa”, ha affermato Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, in un messaggio vocale pubblicato sul suo canale Telegram ufficiale.
Donald Trump ha ipotizzato che gli Usa e l’Iran possano firmare l’accordo prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio. “È possibile, sì”, ha affermato in un’intervista a Pbs.
La portaerei americana Uss Gerald Ford ha lasciato il Mediterraneo, riducendo la capacità militari degli Stati Uniti in Medio Oriente sullo sfondo della fragile tregua con l’Iran. La Ford, la più recente degli Stati Uniti, dovrebbe tornare a Norfolk, il suo porto di base in Virginia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dal Washington Post. L’unità più avanzata della Marina Usa è rimasta in mare per oltre dieci mesi, il più lungo dispiegamento di una portaerei statunitense dalla fine della Guerra Fredda, secondo l’Us Naval Institute.
Circa venti navi da guerra statunitensi, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss George Bush, rimangono dispiegate nella regionez, in attesa degli sviluppi negoziali tra Usa e Iran per un accordo di pace. Prima raggiungere il Medio Oriente, la Ford ha contribuito alle operazioni americane nei Caraibi, dove Washington ha condotto un’intensa campagna aerea contro navi sospettate di essere coinvolte nel traffico di droga, ha sequestrato petroliere soggette a sanzioni e, soprattutto, ha promosso il blitz che portato a inizio anno alla cattura e al trasferimento degli Usa dell’ex presidente venezuelano Nicolas Maduro.
La nave è stata riassegnata al Medio Oriente dal presidente Donald Trump a metà febbraio. Mentre alla fine di marzo, ha dovuto rimediare a un incendio scoppiato nella lavanderia principale, avendo affrontato inoltre anche problemi seri con i servizi igienici, in base a quanto riportato dai media Usa, tra scarichi intasati e lunghe code ai bagni.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu terrà colloqui con alcuni funzionari dell’amministrazione Trump per essere aggiornato sui più recenti sviluppi nel rapporto tra Stati Uniti e Iran. Lo riporta la Cnn, che cita una fonte israeliana.
Il ministero delle Forze armate a Parigi fa sapere che la portaerei francese, Charles-de-Gaulle, e la sua scorta, ha attraversato il Canale di Suez per posizionarsi nella regione del Golfo nel caso di avvio di una missione, promossa da Londra e Parigi, volta alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
“La proposta degli americani contiene diverse clausole inaccettabili“. A riferirlo è l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando quella che ha definito una “fonte ben informata”. Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano, ha definito su X i punti indicati nel memorandum, svelato da Axios, una “lista dei desideri americana, non una realtà”.
Israele non era a conoscenza del fatto che gli Stati Uniti fossero vicini a raggiungere un accordo con l’Iran per un’eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato un funzionario israeliano alla radio dell’esercito, ripreso dal Times of Israel, che ha affermato di aver già previsto uno scenario differente: “Ci stavamo preparando a un’escalation“, ha spiegato.
Riaprire lo Stretto di Hormuz a tutte le navi, comprese quelle iraniane, nel caso in cui Teheran accetterà i termini attualmente in discussione con Washington. È l’intenzione dichiarata dal presidente Donald Trump sulle attuali tensioni a livello mondiale. “Supponendo che l’Iran accetti di dare quanto concordato, il che è forse un’ipotesi azzardata, la già leggendaria Epic Fury giungerà al termine”, ha dichiarato su Truth. Se l’Iran non accetterà l’impresa invece “inizieranno i bombardamenti“. L’azione militare, prosegue Trump, sarà condotta “a un livello e con un’intensità molto maggiori rispetto a prima”.