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24.06.2026

Presunto boss e sostegno alla latitanza di Matteo Messina Denaro, il processo va avanti: respinta la richiesta di sospensione

di Redazione | 2 min di lettura

I periti nominati dal Tribunale di Marsala hanno confermato la capacità cognitiva dell'imputato Antonio Messina. Rigettata la richiesta della difesa di fermare il procedimento per motivi di salute.

Presunto boss e sostegno alla latitanza di Matteo Messina Denaro, il processo va avanti: respinta la richiesta di sospensione
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Proseguirà regolarmente il processo a carico di Antonio Messina, ottantenne ex avvocato di Campobello di Mazara imputato per associazione mafiosa davanti al Tribunale di Marsala.

Nel corso dell’udienza odierna, i consulenti nominati dal collegio giudicante, il medico legale Pierangela Fleres e l’oncologo Francesco Verderame, hanno confermato che l’imputato è in possesso delle necessarie capacità cognitive per affrontare il procedimento giudiziario.

I due specialisti erano stati incaricati dal collegio presieduto dal giudice Vito Marcello Saladino, a seguito della richiesta di perizia medico-legale avanzata dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Paolo Paladino e Biagio Di Maria.

Respinta la richiesta della difesa

La richiesta di accertamento sanitario era stata formulata nel corso della prima udienza con l’obiettivo di verificare le condizioni di salute dell’imputato e valutare un’eventuale sospensione del processo.

Alla richiesta si era opposto il pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, Vincenzo Amico.

Alla luce delle conclusioni dei periti, il Tribunale ha respinto la richiesta difensiva e ha dichiarato aperto il dibattimento.

Prossima udienza l’8 luglio

Dopo la richiesta di ammissione delle prove avanzata dalla Procura, il procedimento è stato rinviato all’8 luglio prossimo.

In quella data verrà conferito l’incarico per la trascrizione delle intercettazioni raccolte durante le indagini, ritenute dagli investigatori un elemento rilevante dell’impianto accusatorio.

Le accuse della Procura

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Antonio Messina avrebbe avuto per anni un ruolo di rilievo nella gestione delle risorse economiche e degli affari della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara.

Gli investigatori ritengono inoltre che avrebbe contribuito a garantire sostegno economico a Matteo Messina Denaro durante il lungo periodo di latitanza del capomafia.

Messina, in passato, è stato già condannato in procedimenti giudiziari per traffico di droga e concorso esterno in associazione mafiosa, riportando pene rispettivamente di sette e ventitré anni di reclusione. A seguito di quelle condanne era stato radiato dall’Ordine degli Avvocati.

Costituite le parti civili

Nel procedimento si sono costituiti parte civile i Comuni di Castelvetrano e Campobello di Mazara, oltre alle associazioni Fondazione Antonino Caponnetto e Centro Studi Pio La Torre.

Gli enti e le associazioni sono rappresentati dagli avvocati Francesco Vasile, Maika Giacalone, Cristina Sciuto e Katya Ziletti.

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