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30.07.2026

Decreti assessoriali, il chiarimento del Cga: “Non è obbligatorio il parere preventivo”

di Redazione | 4 min di lettura

Il presidente della Regione Schifani: "Si tratta di un chiarimento importante che rafforza la certezza dell’azione amministrativa e tutela l’affidamento delle imprese e dei lavoratori".

Decreti assessoriali, il chiarimento del Cga: “Non è obbligatorio il parere preventivo”
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Si riapre il tema legato agli incentivi in ambito lavorativo, con la dichiarazione da parte del Cga circa l’assenza del parere sui decreti assessoriali. Secondo quanto emerso, infatti, tale mancanza non andrà in alcun modo a costituire una causa autonoma di illegittimità.

Il dubbio sulla natura dei decreti assessoriali e sull’obbligo o meno del parere da parte

“Il parere preventivo del Consiglio di giustizia amministrativa non è obbligatorio per i decreti assessoriali o interassessoriali adottati sulla base di specifiche disposizioni di legge regionale, salvo che sia la stessa legge a prevederne espressamente l’acquisizione. La sua mancanza, pertanto, non determina di per sé l’illegittimità dell’atto”.

Questo il principio affermato dalle Sezioni riunite del Cga per la Regione Siciliana, con parere definitivo n. 191 del 2026, reso durante l’adunanza del 2 luglio e trasmesso il 29 luglio. Tale presa di posizione, infatti, altro non è che una risposta alla richiesta formulata dall’assessore regionale all’economica e inviata dall’ufficio legislativo e legale della presidenza della Regione.

Alla base vi è una questione sorta dopo un passaggio incidentale facente parte del precedente parere interlocutorio n. 138 del 2026, circa la rimozione del limite del “de mimis” durante l’applicazione di una misura da 150 milioni di euro. Quest’ultima, infatti, disciplina quegli incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato, secondo quanto previsto dall’articolo 1 della legge regionale di Stabilità per il triennio 2026-2028.

Onde evitare incertezze interpretative poi, le quali sono potenzialmente estensibili anche a numerosi provvedimenti regionali e a procedimenti di spesa già in corso, l’assessorato all’economia aveva inoltrato una richiesta di chiarimenti al Cga, così da determinare se i decreti attuativi degli assessori dovessero obbligatoriamente venir sottoposti al suo parere preventivo.

La risposta del Cga sull’obbligo di parere per i decreti assessoriali

A tal proposito il Cga, accogliendo la richiesta di esporsi a sezioni riunite vista l’importanza della questione, ha stabilito come la natura regolamentare di un atto debba venir accertata in base al proprio contenuto sostanziale, senza curarsi della denominazione utilizzata.

Chiarite, tuttavia, le dinamiche dell’articolo 9 del decreto legislativo n. 373 del 2003, il quale rende obbligatorio il parere solo per i regolamenti del “governo della Regione”, ovvero quegli stessi emanati dal presidente previa liberazione della giunta. Esclusi, invece, i decreti assessoriali, salvo un’espressa disposizione legislativa in tal senso.

Secondo quanto affermato dal Cga, quindi, la semplice omissione del parere non va a produrre nessuna autonoma illegittimità nei confronti del decreto assessoriale.

La conferma degli incentivi alle assunzioni da parte di Schifani: disposti fondi dal valore di 200 milioni di euro all’anno

Ad esprimersi sulla vicenda anche il presidente della Regione, Renato Schifani, che ha dichiarato:

“Si tratta di un chiarimento importante che rafforza la certezza dell’azione amministrativa e tutela l’affidamento delle imprese e dei lavoratori. Gli incentivi alle assunzioni restano operativi e la Regione prosegue nell’attuazione di uno dei principali interventi della nostra politica economica.

Abbiamo destinato 600 milioni di euro nel triennio alla creazione di lavoro stabile e agli investimenti produttivi e intendiamo garantire che queste risorse raggiungano rapidamente il sistema economico siciliano“.

Quanto alle due misure, previste dagli articolo 1 e 2 della legge di Stabilità, sono stati disposti complessivamente circa 200 milioni di euro all’anno. Nello specifico si parla di 150 milioni per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, oltre che alle trasformazioni dei contratti a termine, e 50 milioni per quelle assunzioni collegate ai nuovi investimenti produttivi.

Relativamente all’annualità 2026, invece, la piattaforma telematica gestita per mano dell’Irfis-FinSicilia rimarrà operativa fino alle ore 12:00 del 31 dicembre.

L’assessore all’economia Dagnino: “Rendere pienamente coerente con lo Statuto l’esercizio futuro della potestà regolamentare”

“Abbiamo investito tempestivamente il Cga della questione – ha poi evidenziato l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino – perché un dubbio interpretativo, anche se formulato incidentalmente, rischiava di estendersi a una pluralità di provvedimenti e di generare incertezza nell’attività amministrativa. Il parere elimina il dubbio specifico: per i decreti assessoriali l’acquisizione del parere non è obbligatoria e la sua omissione non costituisce un vizio autonomo.

Il Cga ha inoltre confermato che le leggi regionali vigenti devono essere osservate e applicate fino a quando non intervenga un’eventuale pronuncia della Corte costituzionale. Accoglieremo, al tempo stesso, l’indicazione relativa alla necessità di rendere pienamente coerente con lo Statuto l’esercizio futuro della potestà regolamentare“.

Il nuovo pronunciamento è da accostarsi quindi al parere n. 154 del 17 giugno scorso, tramite cui il Cga aveva approvato la prospettazione dell’assessorato dell’economia. Una manovra che, nella Regione Sicilia, aveva ravvisato la sussistenza dei requisiti di autonomia istituzionale e procedurale.

Ad individuare quest’ultimi, infatti, la giurisprudenza europea nei casi Azzorre e Paesi Baschi, i quali permettono di ritenere compatibili con il diritto europeo quegli incentivi regionali concessi oltre il regime “de minimis”.

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