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20.09.2026

A18 e A20, l’ultimatum del MIT al CAS. CISAL Catania: “Si doveva arrivare a tutto questo?”

di Redazione | 2 min di lettura

Lo Schiavo: "La certificazione di una classe politica miope, incompetente e inadeguata. È la rappresentazione plastica del fallimento gestionale dell’ente pubblico regionale"

A18 e A20, l’ultimatum del MIT al CAS. CISAL Catania: “Si doveva arrivare a tutto questo?”
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“Si doveva arrivare a tutto questo?”. È la domanda che CISAL Catania pone dopo l’ultimatum del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS) relativo alle autostrade A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo.

Il MIT ha chiesto nei giorni scorsi l’avvio degli interventi urgenti di mitigazione del rischio entro il prossimo 3 ottobre, prospettando la chiusura al traffico in caso di mancato intervento.

Una situazione sulla quale interviene duramente il segretario provinciale di CISAL Catania, Giovanni Lo Schiavo.

È la certificazione di una classe politica miope, incompetente e inadeguata, succedutasi nel tempo, e la rappresentazione plastica del fallimento gestionale dell’ente pubblico regionale“, afferma Lo Schiavo.

“Da tempo denunciamo le criticità dell’A18

CISAL Catania ricorda di avere più volte denunciato le condizioni dell’autostrada A18, con particolare riferimento alla tratta Catania-Fiumefreddo e viceversa, considerata strategica per la mobilità dell’intera comunità pedemontana. Un’arteria percorsa quotidianamente da migliaia di persone: lavoratori pendolari, utenti dei mezzi pubblici e pazienti che devono raggiungere strutture sanitarie.

“A più riprese – sottolinea Lo Schiavo – avevamo denunciato le criticità strutturali in cui versa l’A18, soprattutto nella tratta Catania-Fiumefreddo e viceversa, di vitale importanza per la comunità pedemontana e utilizzata ogni giorno da migliaia di cittadini”.

Code, cantieri e problemi ai sistemi di pagamento

Il sindacato torna a denunciare i disagi che, secondo CISAL, gli automobilisti sono costretti ad affrontare quotidianamente: code ai caselli, cantieri aperti e problematiche legate ai sistemi di pagamento elettronico, con conseguenze sui tempi di percorrenza e sulla qualità della vita degli utenti.

CISAL Catania ricorda inoltre di avere già definito in passato l’A18 “l’autostrada della vergogna che manda in tilt la viabilità“, arrivando ad auspicare le dimissioni del Consiglio direttivo del CAS.

Lo Schiavo: “Adesso che succede?

L’ultimatum del Ministero riporta ora la questione al centro dell’attenzione.

Secondo quanto richiamato dalla CISAL, gli interventi di mitigazione del rischio indicati dal MIT dovranno essere avviati entro un termine non superiore al 3 ottobre, con una richiesta indirizzata al Consorzio per le Autostrade Siciliane e alla Regione Siciliana affinché si proceda in tempi brevi sulle A18 e A20.

Adesso che succede? Si doveva arrivare a tutto questo?“, conclude Giovanni Lo Schiavo.

Per il sindacato, quanto sta accadendo rende ancora più urgente un intervento capace di garantire sicurezza, funzionalità e condizioni di percorrenza adeguate su infrastrutture fondamentali per migliaia di siciliani.

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