L'INGV registra l'apertura di una nuova attività effusiva a quota 2.700 metri. Cenere verso sud-ovest e ricadute nell'area di Monte Denza
Prosegue l’intensa fase eruttiva dell’Etna. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo comunica che alle 18:49 UTC (20:49 ora italiana) è iniziata una nuova attività effusiva nell’alto settore della Valle del Leone, a una quota di circa 2.700 metri sul livello del mare, rilevata direttamente dal personale dell’INGV impegnato sul vulcano.
L’attività si aggiunge a quella già in corso al cratere Voragine, dove continua l’attività stromboliana con l’emissione di una colata lavica che si riversa all’interno del cratere di Nord-Est.
L’Osservatorio Etneo segnala inoltre una persistente emissione di cenere vulcanica, trasportata dai venti in direzione sud-ovest (SW).
È stata inoltre registrata una ricaduta di cenere nella zona di Monte Denza.
Dal punto di vista del monitoraggio geofisico, l’INGV evidenzia che, dopo il precedente aggiornamento delle 10:20 UTC, l’ampiezza media del tremore vulcanico è rimasta stabilmente su valori elevati, mostrando una chiara tendenza all’aumento.
A partire dalle 17:00 UTC il tremore ha subito un rapido incremento, raggiungendo il picco massimo intorno alle 18:00 UTC. Attualmente i valori restano elevati.
Fino alle 17 la sorgente del tremore era localizzata nell’area del cratere Voragine, a circa 3.000 metri di quota, mentre successivamente si è spostata tra la Voragine e la Bocca Nuova.
Anche l’attività infrasonica ha registrato un deciso aumento a partire dalle 17:10 UTC, raggiungendo un tasso di accadimento molto elevato intorno alle 18:00 UTC. Secondo gli esperti, il fenomeno è attualmente in diminuzione.
Le sorgenti degli eventi infrasonici risultano localizzate nell’area del cratere Voragine.
Sul fronte delle deformazioni del vulcano, la stazione dilatometrica DRUV ha rilevato, dall’inizio dell’attività effusiva, una decompressione di circa 180 nanostrain.
Contemporaneamente, la stazione clinometrica sommitale di Cratere del Piano (ECP) ha registrato una variazione di circa 2,5 microradianti, confermando l’evoluzione della dinamica eruttiva in corso.
L’INGV continua a monitorare costantemente l’attività dell’Etna e seguirà l’evoluzione del fenomeno con eventuali ulteriori aggiornamenti.