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24.09.2026

Giovane detenuto tenta di farla finita: salvato in extremis

di Redazione | 1 min di lettura

Il sindacato Sappe è intervenuto sulla questione: "Il collega ha affrontato una situazione drammatica con rapidità e lucidità"

Giovane detenuto tenta di farla finita: salvato in extremis
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Intervento salvavita nella notte scorsa nel carcere di Agrigento, nel quale un giovane detenuto avrebbe tentato l’estremo gesto.

Il tentativo di farla finita

Pare che il ragazzo si sia impiccato alle sbarre della cella. Provvidenziale a quel punto l’intervento di un agente della polizia penitenziaria che, una volta accortosi di cosa stava accadendo, lo avrebbe sollevato di peso scongiurando il peggio.

L’arrivo dei “rinforzi”

Grazie poi all’intervento di un secondo agente, il giovane è stato liberato dalla corda e sottoposto a massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Questi ultimi poi hanno completato le operazioni di rianimazione e ritenuto opportuno il trasporto in ospedale.

Sappe: “Straordinario coraggio, professionalità e umanità”

Il sindacato Sappe è intervenuto sulla questione, affermando che “l’agente era impegnato da solo nella vigilanza contemporanea di due reparti, dislocati su due piani differenti, per quattro sezioni e oltre 180 detenuti”. È stato un intervento di straordinario coraggio, professionalità e umanità” – afferma Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria. “Il collega ha affrontato una situazione drammatica con rapidità e lucidità, riuscendo, insieme all’altro poliziotto intervenuto, a salvare una giovane vita. A lui e a tutti gli operatori intervenuti va il nostro ringraziamento”.

“Questo episodio – prosegue – dimostra ancora una volta quanto siano delicati i compiti affidati alla Polizia Penitenziaria e quanto sia fondamentale poter contare su condizioni operative adeguate. Non è accettabile che un solo agente debba contemporaneamente vigilare su più reparti e su oltre 180 detenuti. Chiediamo interventi urgenti per rafforzare gli organici e garantire alle personali condizioni di servizio adeguate alla complessità del lavoro che quotidianamente svolge”.

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