Nella realizzazione della Convezione sono state poste come necessità primarie la dignità delle vittime e la responsabilità di chi ha sbagliato, per quanto possibile, di riparare
Pubblicata nel giorno in cui l’Italia ha ricordato il sacrificio del magistrato Rocco Chinnici, la “Convenzione per la collaborazione interistituzionale sulla giustizia riparativa”, sottoscritta a Palermo dalle principali istituzioni del distretto.
Una scelta dal forte valore simbolico, che lega il primo strumento di questo genere realizzato in Italia alla memoria di un magistrato che ha saputo coniugare rigore, innovazione e umanità. L’accordo nasce con l’obiettivo di promuovere un’applicazione coordinata e concreta della giustizia riparativa, intesa non come alternativa al processo o alla pena, ma come strumento complementare alla giustizia penale tradizionale. Al centro vi sono la dignità delle vittime e la responsabilità di chi ha sbagliato, per quanto possibile, di riparare. Chinnici comprese prima di altri la necessità di un approccio nuovo, capace di unire competenze, istituzioni e strumenti diversi.
Particolare attenzione sarà riservata alla fase dell’esecuzione della pena, attraverso la promozione di protocolli per l’accesso ai Centri di giustizia riparativa e di percorsi di responsabilizzazione successivi alla condanna definitiva. Saranno inoltre monitorati gli effetti dei programmi riparativi sulla tutela delle persone offese e sul reinserimento sociale dei condannati in alternativa alla detenzione penitenziaria.
L’obiettivo è costruire, a partire da Palermo, un modello condiviso e replicabile, in linea con gli orientamenti europei e internazionali, capace di affiancare alla risposta punitiva uno spazio concreto di ascolto, responsabilità, riparazione e ricomposizione sociale. Una giustizia, dunque, che non si limiti a stabilire la pena, ma sappia anche prendersi cura delle ferite provocate dal reato, restituire centralità alle vittime e accompagnare chi ha sbagliato verso un’effettiva assunzione di responsabilità.
La divulgazione della Convenzione nel giorno del quarantatreesimo anniversario della strage di via Pipitone Federico assume un significato particolarmente profondo. La Convenzione prevede la realizzazione di progetti di ricerca nazionali e internazionali, l’elaborazione di linee guida e procedure condivise, l’organizzazione di seminari, convegni e laboratori e la creazione di percorsi di formazione e tirocinio rivolti a studenti, magistrati, avvocati, mediatori ed operatori del settore.
Alla Convenzione hanno aderito il Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’Università degli Studi di Palermo, la Corte di Appello, la Procura Generale, il Tribunale di Sorveglianza, il Tribunale per i minorenni, i Tribunali e le Procure della Repubblica di Palermo, Agrigento, Marsala, Sciacca, Termini Imerese e Trapani, insieme ai Consigli dell’Ordine degli Avvocati del distretto. Inoltre alla sottoscrizione della Convenzione, avvenuta nell’ufficio del Presidente della Corte d’Appello Antonio Balsamo, era presente anche l’avvocato Giovanni Chinnici, presidente della Fondazione Rocco Chinnici.